Come è possibile ascoltare nei numerosissimi bollettini riferiti da tutte le fonti di informazione, il Covid, soprattutto con la nuova variante Omicron, è sempre più diffuso in Italia senza grandi distinzioni tra le varie regioni.

Tuttavia, grazie all’alta percentuale di persone vaccinate e ad una apparente minore pericolosità di quest’ultima variante, la quantità di persone che presentano sintomi e soprattutto quella di coloro che li presentato in maniera così significativa da richiedere una ospedalizzazione non cresce allo stesso ritmo. Questo ha spinto il Governo a modificare le regole su tamponi e quarantena e ad adeguarsi alla nuova realtà che ha aumentato significativamente la pressione sulle ASL.

Cerchiamo, allora, di fare un po’ di chiarezza su queste novità che sono state recepite anche dalla Regione Campania con delibera del 12 gennaio. La novità principale riguarda il tampone antigenico, quello rapido basato sulla ricerca della presenza di specifiche proteine virali, gli antigeni appunto, che è possibile effettuare presso alcune farmacie e laboratori specializzati, oltre che presso le strutture delle ASL. Sino ad ora questo tipo di tampone, che presenta una sensibilità ed una specificità non altissima, con la possibilità cioè di dare falsi positivi o falsi negativi, richiedeva di essere sempre confermato da un tampone molecolare, che invece ricerca frazioni specifiche del genoma virale, più sicuro ma anche più lento ed eseguibile solo presso le ASL.

Da oggi, invece, il tampone antigenico basta da solo sia per certificare il contagio che per uscire dall’isolamento, purché effettuato presso un centro abilitato che provvederà ad iscrivere la persona sulla piattaforma Sinfonia come contagiato, per certificare l’inizio della quarantena, e a depennarlo se, dopo il periodo di isolamento, un nuovo tampone antigenico dia esito negativo. Così si alleggeriscono le ASL, che non erano più in grado di garantire i tamponi di controllo e si impedisce che gli utenti ormai guariti debbano rimanere isolati per altri giorni in attesa del tampone molecolare.

A proposito di quarantena, ricordiamo che il periodo di isolamento è di sette giorni se chi risulta positivo al virus con tampone antigenico è vaccinato e sale a dieci giorni se invece non è vaccinato. Ma se ho avuto contatti con un positivo come devo comportarmi? Anche i criteri di quarantena per chi ha avuto contatti con un positivo sono stati modificati nella suddetta Delibera regionale.

Se il contatto è stato stretto, cioè in ambiente chiuso, a meno di 2 metri e per almeno 15 minuti, i soggetti asintomatici non vaccinati o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di due settimane devono restare isolati per 10 giorni, terminati i quali, con un test antigenico o molecolare negativo, possono tornare alla vita normale. Quelli sempre asintomatici che invece sono vaccinati con due dosi ma da più di quattro mesi dovranno osservare un isolamento di soli 5 giorni. Nessuna quarantena per chi invece, sempre se asintomatico, ha fatto tutte e tre le dosi di vaccino o solo le prime due ma da meno di 120 giorni, ma soltanto l’obbligo di usare la mascherina FFP2 per 10 giorni e di sorvegliare che non compaiano sintomi: in questo caso è obbligatorio un tampone molecolare o antigenico per confermare o escludere l’infezione.

Chi, invece, ha avuto un contatto a basso rischio con un positivo al Covid, cioè all’aperto o per tempi molto brevi e utilizzando la mascherina, non ha alcun obbligo di quarantena ma deve solo mantenere le comuni precauzioni igienico-sanitarie ed utilizzare le mascherine FFP2 per qualche giorno. Infine gli operatori sanitari non hanno obbligo di quarantena ma devono eseguire tamponi giornalieri per cinque giorni dopo il contatto col positivo.

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza su un argomento francamente abbastanza ingarbugliato ed in continua evoluzione. Siamo comunque disponibili, anche in farmacia, ad ogni altra richiesta di informazioni.

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