Le operazioni portate avanti negli ultimi giorni dalle Forza dell’Ordine e coordinate dalle DDA di Potenza e Lecce hanno, ancora una volta, acceso i riflettori sui tentativi delle mafie di penetrare nel territorio del Vallo di Diano. Quanto emerso è di una gravità immane, perché i reati ipotizzati vanno nella direzione dell’avvelenamento dei terreni e dei corsi d’acqua valdianesi, con conseguenze irreparabili per la salute dei cittadini“.

A commentare così gli ultimi fatti di cronaca che hanno interessato l’intero comprensorio del Vallo di Diano sono i consiglieri comunali di Sala Consilina del gruppo “SaleSi”, Domenico Cartolano, Antonio Santarsiere, Angela Freda e Teresa Paladino.

I consigliere chiedono al Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Francesco Cavallone, che venga proposta, alla Conferenza dei sindaci del Vallo di Diano, la convocazione di Consigli comunali da tenersi tutti nello stesso giorno e alla stessa ora, aventi come unico argomento all’ordine del giorno le iniziative da mettere in campo a sostegno della tutela ambientale e della salute.

Vi è necessità di far luce al più presto sulla situazione in cui versano i terreni ed i corsi d’acqua di tutti i comuni del Vallo – affermano in una nota -. In più si sente l’esigenza di azioni comuni, forti, e mirate tutte ad un unico obiettivo ovvero la salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente che ci circonda. Sarebbe l’occasione per far partire dal territorio un forte segnale contro i tentativi dei clan malavitosi di inquinare, con gli scarichi di rifiuti tossici, il nostro ecosistema e le nostre vite e di ribadire l’importanza di politiche ambientali e di salvaguardia del territorio“.

Inoltre – sottolineano i consiglieri del gruppo SaleSi -, si potrebbe chiedere, nell’occasione, l’intervento di enti preposti, come Arpac e Assessorato Regionale all’Ambiente, affinché vengano effettuati rilievi nei terreni e nei corsi d’acqua dei comuni valdianesi, verificandone le effettive condizioni e riconoscendo o escludendo l’eventuale presenza di sostanze tossiche per procedere, eventualmente, ad operazioni di bonifica. Sarebbe il caso di sollecitare l’aggiornamento dei dati del Registro dei tumori della Campania, con conseguente diffusione degli stessi dati, al fine di analizzare le incidenze tumorali nei territori maggiormente colpiti dai reati ambientali; ribadire l’importanza di un presidio di giustizia, quale era il Tribunale di Sala Consilina, in un’area di snodo come questa valdianese, che attira le attenzioni delle mafie, non solo campane“.

– Paola Federico –

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