‘Ndrangheta e Vallo di Diano. Al processo “Frontiera” ascoltato l’ex Comandante del ROS di Salerno Sotto la lente di ingrandimento i rapporti di Vito Gallo di Sala Consilina con il clan Muto









































Prosegue al Tribunale di Paola, in provincia di Cosenza, il rito ordinario del processo “Frontiera”, il procedimento che prende il nome dall’omonima operazione condotta nel luglio del 2016 dai Carabinieri del ROS in Calabria, Campania, Basilicata e Lombardia. I militari dell’Arma, nell’occasione, diedero esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 58 persone indagate per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura, illecita concorrenza con violenza e minaccia ed altri delitti.

Coinvolte nell’operazione anche quattro persone del Vallo di Diano, Vito e Cono Gallo, padre e figlio di Sala Consilina, Enzo Casale e Fabrizio Vitale, anch’essi di Sala Consilina. L’indagine partì nel settembre del 2014 in seguito all’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo e, proprio con l’operazione “Frontiera” ha disarticolato uno dei sodalizi ‘ndranghetisti ritenuti maggiormente pericolosi e che da tempo aveva esteso la propria influenza anche nel Vallo di Diano e nel Basso Cilento.

Questa mattina è stato ascoltato in aula il Colonnello Gabriele Mambor, ex Comandante del ROS di Salerno. L’ufficiale ha riferito, in particolar modo, dell’attività di indagine svolta nella prima tranche, riguardante la provincia di Salerno, e dei rapporti che Gallo aveva con il clan Muto oltre alle varie intercettazioni e ai controlli effettuati in merito. Ricordiamo, infatti, che l’operazione “Frontiera” è scaturita da una serie di indagini volte ad accertare l’operatività nel Cilento e nel Vallo di Diano proprio di articolazioni del clan Muto di Cetraro, focalizzando l’attenzione su Gallo e i suoi rapporti con Francesco (detto il “Re del pesce“) e Luigi Muto e con Pietro Valente, rappresentante della ‘ndrina di Scalea, federata ai Muto. Il sodalizio che faceva capo al “Re del pesce” era dedito principalmente al narcotraffico e allo sfruttamento di risorse sul territorio anche attraverso attività fittiziamente intestate ad alcuni prestanome per conquistare il controllo di importanti settori commerciali, come quello ittico.










Il Colonnello Mambor proseguirà nella sua deposizione sulle indagini effettuate dal ROS di Salerno il 14 maggio, data in cui è stato rinviato il procedimento in corso. A difendere i quattro imputati di Sala Consilina, presenti in videoconferenza e che hanno optato per il rito ordinario, tre legali valdianesi: l’avvocato Erminio Cioffi Squitieri per Fabrizio Vitale, l’avvocato Amodeo per Vito e Cono Gallo e l’avvocato Zozzaro per Enzo Casale.

– Chiara Di Miele –


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