Uscita di casa per un controllo medico e multata per aver violato le norme anti Covid- 19 contenute nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È quanto accaduto a Montesano sulla Marcellana ad una donna del posto che nei giorni scorsi si è vista decretare l’archiviazione del verbale da parte della Prefettura di Salerno.

Nello scorso mese di aprile la donna era stata fermata dai Carabinieri per un controllo mentre si recava, accompagnata dalla figlia, in una farmacia del comune termale per un attacco di fibrillazione atriale. Come da predisposizioni ministeriali, infatti, era andata presso il presidio più vicino alla propria abitazione. Il tutto dopo aver contattato il medico curante senza avere risposta e aver ritenuto opportuno di non allertare il 118 impegnato nell’emergenza Covid-19.




La donna in preda a tachicardia, vertigini e spossatezza si era recata dal farmacista di fiducia accompagnata dalla figlia poiché incapace di guidare. I militari avevano così proceduto a fermarle e ad elevare una sanzione di 533 euro per aver violato le disposizioni di legge per il contrasto del Covid-19. In seguito, la malcapitata ha presentato ricorso al Prefetto di Salerno tramite il suo legale, l’avvocato Nicola Perretti.

Oltre alla condizione patologica e alla relativa necessità di essere accompagnata, la linea difensiva ha sottolineato come il giorno di emissione del verbale fosse già passato un mese dall’inizio del lockdown: la signora non aveva avuto sintomi inerenti al Covid-19 e nel frattempo era trascorso il tempo utile (14 giorni) al manifestarsi dei sintomi che potevano indurre a pensare che fosse infetta. La Prefettura di Salerno ha archiviato il verbale in quanto le motivazioni della signora sono da ritenersi “legittime e fondate”. 

“Posso affermare che la sanzione sollevata dalle Forze dell’Ordine nei suoi confronti – dichiara l’avvocato Nicola Perretti – è frutto del periodo pandemico che tutti noi stiamo ancora attraversando. Tale verbale è stato uno dei primi ad essere annullato in tutto il Vallo di Diano. La mia linea difensiva è stata quella di rivolgersi all’organo governativo prefettizio. L’art. 18 della legge n. 689 del 1981 prevede la possibilità di sollecitare l’Autorità amministrativa all’emissione di un’ordinanza di archiviazione mediante l’invio di scritti difensivi ed eventuali allegazioni documentali nel termine dei 30 giorni dalla contestazione. Sottolineo quest’ultimo passaggio affinché la gente sappia che quando ricorrono validi motivi, ai verbali emessi dalle Forze dell’Ordine si può fare ricorso e non bisogna sottovalutare tale strumento che tutela i diritti di ogni singolo cittadino. Proprio questa situazione che ha visto me come legale di fiducia ne è la conferma. Con queste mie affermazioni voglio portare a riflettere su come tali atti oltre ad essere impropri sono andati a ledere la sfera giuridica dei cittadini italiani in modo forte e diretto”.

“Uso questi termini – spiega ancora – perché questa linea è stata sostenuta anche dalla dottrina giuridica italiana ed in particolar modo dal professor Cassese secondo cui ‘la previsione di norme generali e astratte peraltro limitative di fondamentali diritti costituzionali, mediante Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sia contraria alla Costituzione. In particolare non appare meritevole di accoglimento la tesi di chi invoca la legittimità di tali previsioni in virtù del rinvio a tali atti amministrativi, i DPCM, da parte di decreti-legge, che avendo natura di atti aventi forza di legge equiparerebbero alla fonte legislativa i DPCM evitandone in tal guisa la loro nullità e la conseguente disapplicazione da parte del Giudice Ordinario o di altro organo adito’. Quindi, in conclusione ‘solo un decreto legislativo emanato in stretta osservanza di una legge delega può contenere norme aventi forza di legge ma giammai un atto amministrativo come le Ordinanze sindacali o regionali o il DPCM, ancorché emanati sulla base di una delega concessa da un decreto-legge tempestivamente convertito in legge. Da ciò discende la illegittimità delle disposizioni del DPCM del 26.4.2020 in Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2020, n. 108”.

– Claudia Monaco –

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