Basta morti sui luoghi di lavoro, chiediamo dignità per tutti i lavoratori del nostro settore. Per la Filca Cisl Salerno è fondamentale inserire, in merito alla regolarità delle imprese, il discorso della patente a punti unitamente al Durc per consentire e salvaguardare le imprese virtuose, che hanno cantieri dove non si verificano infortuni, con delle premialità con cui potranno partecipare a gare ed aggiudicarsi appalti“.

Così Giuseppe Vicinanza, dirigente sindacale della Filca Cisl Salerno, commenta l’ultimo incidente sul lavoro mortale nella zona industriale della città capoluogo.

In questo modo, le imprese non in regola e che non rispettano i diritti fondamentali dei lavoratori devono essere escluse. Dobbiamo dare dignità a questo settore, non è più possibile commentare queste tragedie che vorremmo non accadano mai. Il lavoratore edile, al pari degli altri lavoratori, deve poter svolgere la sua attività in totale sicurezza. Bisogna promuovere la cultura della sicurezza e diffonderne la necessità. Al contempo vanno intensificati i controlli. I nostri enti bilaterali fanno formazione continua e inoltre sono qualificati e riconosciuti. Auspichiamo che le aziende li utilizzino sempre di più per mettere in sicurezza la vita dei lavoratori” ha concluso Vicinanza.

L’ennesima morte sul lavoro in provincia di Salerno evidenzia che il Covid ha soltanto anestetizzato il problema, che dunque esiste ed è difficile da estirpare. Siamo vicini alla famiglia di Michele Santoriello, il 47enne di Cava de’ Tirreni deceduto in un cantiere dislocato nella zona industriale di Salerno. Come Cisal siamo pronti a fornire assistenza legale gratuita alla famiglia se ce ne sarà bisogno“. Così Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici, commenta l’ennesima morte bianca nel Salernitano.

Vengo deriso dagli altri sindacalisti quando fotografo operai a diversi metri d’altezza senza le opportune misure di sicurezza – afferma Oggi tutti piangiamo l’ennesima morte di un padre di famiglia che non era andato in guerra ma solo a lavorare. Questo nel 2020 succede ancora ed è inaccettabile. Come sindacalista mi auguro che la magistratura accerti le responsabilità di chi doveva vigilare ma non l’ha fatto: dall’imprenditore titolare del cantiere agli Enti che si occupano di vigilare che ci sia la massima sicurezza nei posti di lavoro. Come sindacato daremo sostegno alla famiglia se lo vorranno. Lo faremo a partire dall’assistenza legale se sarà necessario“.

– Chiara Di Miele –


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