Ore di paura a New York per il coprifuoco decretato nella “Grande Mela” dal governatore dello Stato Andrew Cuomo e dal sindaco Bill De Blasio dalle 23 di ieri sera e fino alle 5 di questa mattina, ora locale, per contenere le proteste per l’uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto americano.

L’autopsia ha confermato la morte “per asfissia, dovuta ad una forte pressione sul collo”.

“Stiamo vivendo momenti che non avevamo mai vissuto, prima d’ora, qui a New York – riferisce Rocco Manzolillo, già presidente della Federazione delle Associazioni campane in America ed attuale presidente del “Club San Cono” di Brooklyn – Per fortuna stiamo tutti bene però è un momento difficile ed in tutta la mia vita in America non ricordo mai episodi del genere. In queste ore, tra noi appartenenti alle varie associazioni italiane qui a New York ci siamo sentiti e, per fortuna, nessuno di noi ha subìto danni di nessun genere”.

Il presidente Rocco Manzolillo abita nella centralissima Graham Avenue, a pochi “block” dal quartiere residenziale di Brooklyn Heights, una delle zone più colpite assieme ad Union Square con negozi devastati e macchine incendiate.

 “Ci hanno detto di restare a casa dalle 23 di ieri sera – continua Rocco Manzolillo – Speriamo bene ma è certo che questa esplosione di odio razziale sta gettando un’ombra oscura nella storia americana già martoriata per la terribile pandemia prodotta dal Coronavirus. E’ davvero un brutto momento per l’America e per tutti noi che l’abbiamo scelta come seconda madrepatria”.

– redazione –

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