Chiedo perdono ai genitori di Francesca Bilotti. Sono un uomo distrutto nel profondo. Se vogliono possono venire anche ad uccidermi gli dò io il coltello, ammazzatemi. Più di questo non so cosa dire“. E’ questo l’appello addolorato lanciato in un’intervista all’emittente Lira Tv da Pietro Bottiglieri, l’autista che lunedì mattina guidava l’autobus che ha investito la giovane Francesca Bilotti al Terminal bus dell’Università degli Studi di Salerno.

Chiedo scusa, sono distrutto. Vorrei morire anch’io – ha detto Bottiglieri – Quella mattina era meglio che non mi svegliavo per andare a lavorare. Quando sono arrivato al terminal di Fisciano, a causa della coda degli altri mezzi, mi sono fermato con la parte anteriore che aveva varcato il cancello di ingresso e quella posteriore ancora fuori. Ho atteso che il collega che si trovava dinanzi al mio pullman liberasse la zona ed ho eseguito questa maledetta manovra per portarmi al nostro box. Dallo specchietto la visuale copre soltanto la metà del mezzo ed il fondo e tra l’altro c’erano tanti ragazzi a bordo anche in piedi pronti per scendere. La parte anteriore destra è una zona oscura per noi. Nel fare la manovra purtroppo ho urtato questa ragazza non volendo, che è caduta e l’ho investita“.

” Non è stata colpa mia, giuro di non averla vista – dice in lacrime l’autista della Sita – mi dispiace per la famiglia, io ho i figli. Non so cosa fare, non sto dormendo, sto piangendo una continuazione e non ce la faccio. Spero che il Signore mi dà la forza per andare avanti“.

Poi Pietro Bottiglieri racconta i minuti successivi al drammatico incidente. “Sono subito sceso dal pullman, la ragazza respirava ancora. Ho visto che si agitava prima di esalare l’ultimo sospiro. E il Signore se l’è chiamata. E’ stato terribile“.

Quando sono arrivati i soccorsi – conclude – e ho visto che porgevano il lenzuolo ho capito quello che era successo. All’arrivo dei carabinieri mi sono costituito. Sono 40 anni che faccio questo lavoro. E’ andato sempre tutto bene. Questa disgrazia non doveva capitare. E’ successo quello che non doveva succedere. A giugno sarei andato in pensione. Chiedo ancora perdono alla famiglia“.

Bottiglieri è indagato per omicidio colposo e gli inquirenti stanno visionando le immagini fornite dal sistema di videosorveglianza dell’area in cui Francesca ha perso la vita.

– redazione –


 

2 Commenti

  1. con amarezza leggo articoli di giornale (non questo, che ha giustamente esposto alcuni fatti senza infilarci in mezzo opinioni personali) in cui si scrive con troppa leggerezza “colpa dell’autista” “autista distratto” e frasi analoghe. Quest’atteggiamento da parte di chi scrive è inaccettabile, vergognoso. Innanzitutto nessuno ha gli elementi per poter incolpare senza dubbi l’autista, o anche solo lasciar intendere la sua colpevolezza. Siamo tutti d’accordo che si sia trattato di un tragico incidente, e all’UniSa siamo tutti dispiaciuti per quello che è successo. Però reputo ingiusto e stupido che una persona estranea alla vicenda possa dare la colpa all’autista. Per prima cosa, potrebbe essere che dalla posizione dell’autista fosse impossibile vedere la ragazza e, data la ricostruzione dell’evento, non mi stupirei che fosse effettivamente così. Se fosse stato effettivamente possibile vedere la ragazza in qualche modo, è chiaro che, trovandosi vicina al fianco del pullman (se non ho capito male) sarebbe stato in ogni caso molto difficile per l’autista accorgersi della sua presenza. Probabilmente la responsabilità ricadrà sull’autista, ma è indecente che qualcuno possa permettersi (come sento fare da qualcuno in giro per l’università o come lasciano intendere alcuni articoli) di criticare o condannare quell’autista. E’ troppo facile dire che l’autista sia stato distratto. Si tratta di un tragico incidente. Molte persone hanno visto morire quella povera ragazza sotto i propri occhi… ed è stato terribile. Qualcuno si sente in diritto di fare congetture e ipotesi sulla “distrazione” dell’autista? Allora dovremmo parlare anche del fatto che noi studenti prestiamo poca attenzione quando passiamo vicino ai pullman, gli sfiliamo davanti, di lato e anche da dietro mentre fanno manovra come fossero giocattoli, quando sappiamo bene (mai come ora) che possono stroncare una vita… e gli autisti devono fare attenzione anche alle nostre distrazioni, o meglio, alla nostra strafottenza! Non sto parlando del caso di Francesca, parlo di quello che vedo ogni giorno. Il caso di Francesca è stato (lo ripeto) un tragico incidente, e non ha senso (secondo me) colpevolizzare. Vogliamo dire con tanta leggerezza che l’autista era distratto? Allora con leggerezza e stupidità qualcuno potrebbe dire che quella povera ragazza avrebbe dovuto fare più attenzione, non passare così vicina al pullman o meglio ancora non passare proprio da quel lato (che si sta esposti ai pullman in entrata), ma una cosa del genere chi si sognerebbe di dirla? Purtroppo (ancora una volta) è stato un bruttissimo incidente.
    Pensavo che una tragedia del genere avrebbe reso più prudenti gli studenti del campus, almeno per un po’ di tempo. Invece vedo che gli unici a stare più attenti sono proprio gli autisti… appena due giorni dopo l’accaduto vedevo tranquillamente persone passare dietro autobus in manovra, altri passare dal lato destro dei pullman esattamente nel percorso fatto dalla povera Francesca che è palesemente poco sicuro, anzichè passare dal marciappiede e dalle strisce, o per lo meno, se proprio si vuole passare da quel lato, avere l’accortezza di fare il giro lungo il perimetro, senza tagliare proprio dalla parte in cui passano i pullman. Sarà pure responsabilità degli autisti, ma la vita è la nostra, e a quanto pare in tanti non hanno imparato nulla da questo (bruttissimo) evento. Spero davvero che incidenti così orribili non accadano mai più, e che questo serva a sensibilizzare tutti, innanzitutto noi studenti.

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