Filippo Mordente, all’età di 73 anni, nell’aprile 2014, fu ritrovato cadavere in un pozzo a Corleto Monforte, insieme ai suoi due cani, fedeli amici. A distanza di 7 anni la vicenda appare poco chiara ed è stata raccontata nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?“, andata in onda su Rai 3 nella serata di ieri.

Filippo amava la solitudine, era molto riservato. Viveva infatti tra i colli degli Alburni, lontano da tutti, e scendeva ogni tanto in paese per un giro al mercato e un caffè al bar. I parenti lo sentono sempre al telefono per accertarsi che stia bene, ma un giorno di aprile di 7 anni fa Filippo non risponde.

Viene subito messa in moto la macchina delle ricerche, fino alla scoperta agghiacciante: Filippo viene ritrovato morto sul fondo di un pozzo davanti casa. Fu subito dichiarato come suicidio, ma il nipote Mario, dopo aver analizzato diversi elementi, nutre forti dubbi.

Il pozzo era coperto con delle lamiere – afferma Mario – con un’apertura di circa 50 centimetri. Era praticamente chiuso. Non è stata fatta l’autopsia e si parlò subito di suicidio. Cosa molto strana anche perché zio stava preparando il pranzo. Ha deciso, così, al momento di uccidersi?

Mario due anni dopo il ritrovamento del cadavere chiede la riesumazione del corpo e ottiene risposte: l’autopsia rileva che “non si hanno elementi per ascrivere il decesso ad un annegamento, né tantomeno ad un annegamento suicidario“. Per i medici legali non è quindi chiara la morte di Filippo Mordente. Il legale di Mario, Vito Mecca, afferma: “E’ morto verosimilmente per un trauma cranico encefalico o verosimilmente per un arresto cardiaco, ma sicuramente non è morto nel pozzo. C’è un reato grave di occultamento di cadavere che non può rimanere impunito“.

Com’è finito quindi Filippo nel pozzo, coperto e con i suoi cani?

E’ una morte strana“, dicono in paese. Tanto strana che in Procura arrivò una lettera anonima: Filippo, per chi scriveva, sarebbe stato ucciso perché aveva chiesto la restituzione di soldi prestati.

Nonostante l’autopsia abbia escluso il suicidio di Filippo Mordente, l’inchiesta è stata archiviata perché non sono emersi elementi utili per l’identificazione dei responsabili della sua morte.

Non era un criminale, non disturbava nessuno, stava per i fatti suoi – afferma il nipote Mario -, l’unico movente sarebbe il suo patrimonio, inutile girarci intorno. Ma io non lotto per questo. Lotto per la giustizia e per la verità“.

– Paola Federico –

x

 


 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*