
Si torna a discutere della morte di Claudio Mandia, il giovane di Battipaglia morto a New York nel 2022 in una scuola americana dove si trovava per studiare.
Ieri, al programma “Chi l’ha visto?” in onda su Rai 3 hanno preso parte il padre Mauro e la sorella Martina per far chiarezza sulle novità emerse dalle indagini.
Sembrerebbe che Claudio abbia comunicato, infatti, la sua intenzione di togliersi la vita in caso di espulsione ad un membro scolastico, perché sarebbe stato rovinato il suo futuro. Su questo si sono quindi concentrati i genitori del giovane nella causa contro la scuola americana che, contattata dal programma, avrebbe negato ogni cosa.
“Qualsiasi affermazione secondo cui Claudio avrebbe fatto ripetuti riferimenti all’autolesionismo – scrive la scuola – è completamente falsa e non è nemmeno sostenuta nella stessa denuncia civile presentata dalla famiglia. Le autorità indipendenti hanno inoltre esaminato la vicenda e stabilito che non vi erano i presupposti per alcuna imputazione penale”. Successivamente la Procura competente ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti per perseguire penalmente l’istituto scolastico.
La causa civile ha fatto emergere molte novità, tra cui uno scritto di un professore di italiano rivolto alla psicologa, agli educatori e all’infermiera nel quale esprimeva preoccupazione per i pensieri suicidari di Claudio, cosa di cui i genitori sembrerebbero non essere stati avvertiti nonostante fosse previsto da regolamento.
Inoltre, anche il responsabile della scuola sembrerebbe essere stato messo al corrente dei pensieri di Claudio, secondo cui a lui stesso il giovane dopo l’espulsione avrebbe affermato “preferirei uccidermi piuttosto che tornare da mio padre”.
Ma il caso del giovane battipagliese non sembrerebbe isolato, in quanto circa il 40% degli studenti avrebbe richiesto un sostegno psicologico all’interno della scuola, con 4 ospedalizzazioni psichiatriche in una sola settimana.
“Sono 197 settimane di durissimo lavoro incessante – ha affermato nel programma Mauro, padre di Claudio –. Voglio ringraziare mia moglie che ha dovuto ricostruire tutto, insieme agli avvocati. Sono 197 settimane e io sono ancora in attesa delle condoglianze che da parte della scuola non sono mai arrivate. Una cosa condivido del loro comunicato che vi hanno inviato, ovvero che con il massimo rispetto delle istituzioni andremo avanti con la nostra causa, anche se siamo in un Paese straniero. Adesso spetta al giudice decidere”.
- Articolo correlato:
27/05/2023 – Giovane battipagliese morto a New York. Bocciato il trasferimento del processo civile in Svizzera


