Omar Gueye

Omar Gueye è un senegalese che da sette anni è ospite della comunità di Montesano sulla Marcellana. 36 anni, incensurato, Omar è da dieci anni in Italia e da 11 anni vive lontano da sua moglie e dai suoi figli.

L’8 settembre scorso è stato arrestato per il reato di “omessa esibizione di documenti”. Da 7 giorni, Omar è rinchiuso presso la casa circondariale di Sala Consilina dove ci dovrà restare per altri 20 giorni per non aver prodotto appello ad una sentenza di primo grado che, “per omessa esibizione di documenti”, lo condannava ad un mese di reclusione.

A Montesano sulla Marcellana sono in molti a stringersi intorno a questo ragazzo che è giudicato, in paese, una persona di grande cuore, sempre disponibile e incapace di fare del male persino ad una mosca. “Omar è una persona mite, pacifica e amica di tutti – dice il parroco don Maurizio Esposito – Gli vogliamo davvero tutti bene perché è una persona eccezionale e sempre disponibile. Vive da circa sette anni con noi, si è ben integrato e non c’è nessuno che non nutra affetto sincero nei suoi confronti”.

don Maurizio Esposito

La legge, però, deve fare il suo corso. E quando i carabinieri, l’8 novembre scorso, non lo hanno trovato a casa perché, senza dire nulla a nessuno, si era recato presso l’ospedale di Polla dove è stato ricoverato per alcuni giorni per dei problemi fisici, è scattato automaticamente l’arresto. “C’è gente che viene condannata a tre, quattro anni di carcere per reati gravi e non si fa neanche un giorno di prigione – dicono i suoi amici a Montesano – e Omar, condannato ad un mese per semplice omessa esibizione di documenti, si fa trenta giorni di carcere”.

E di fronte alla legge nulla può neanche l’avvocato Renivaldo Lagreca che, anche lui di Montesano, appena saputo dell’arresto, gratuitamente si è reso disponibile a sostenerne la causa. Ma “dura lex, sed lex” che spesso, purtroppo, vale soprattutto per quelli che, non sapendo neanche che è un diritto appellarsi alla sentenza di primo grado, consentono che la stessa, passando in giudicato, possa produrre gli effetti che sta sperimentando sulla sua pelle il senegalese di Montesano.

– redazione –


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4 Commenti

  1. io lo conosco e una brava persona disponibile con tutti,ma dico per una mancanza di esibizioni di documenti si puo condannare una persona, ed arrestarla, ma le persone che uccidono ho pure entrano nelle case quelli sono persone che restano libere oppure protette dallo stato vi domando ce legge in italia per me no……

  2. Da 7 anni ospite? E di chi? Che mestiere fa? Cume campa?come guadagna?….Ma e ora di smetterla di fare i luridi buonisti o no?…e ibtanti giovani nativi costretti nel tempo ad emigrare dal vallo?…dove eravate ?perche non avete difeso anche il loro diritto di vivere e lavorare nel luogo dove sono nati?…Vergogna…

  3. ma è davvero così crudele la legge in Italia? prendersela con una persona giudicata incapace di fare del male neanche ad una mosca, rinchiuderlo in carcere per un mese, mentre i criminali stanno fuori?

  4. Sanno prendersela solo con le persone deboli. Invece di arrestare questo poveraccio, perchè non si preoccupano di prendere la banda di ladri che sta facendo visita in tutte le abitazioni del vallo di diano???Quando questi agiscono indisturbati le forze dell’ordine dove sono???ops sono impegnati a controllare i documenti dei poveri senegalesi incapaci di fare del male persino ad una mosca.

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