La minoranza consiliare al Comune di Monte San Giacomo risponde al manifesto pubblico, a firma del sindaco Raffaele Accetta, dal titolo “Minoranza: consiglieri comunali…o consiglieri su Facebook?“, attraverso il quale si portava a conoscenza dei concittadini il fatto che l’opposizione, mentre da un lato avrebbe approvato in consiglio le tariffe TASI, TARI e IMU, dall’altro manifesterebbe su Facebook una diversa presa di posizione.

Abbiamo trovato del tutto incomprensibile il tentativo fatto dalla maggioranza capeggiata dal Sindaco di screditare dinanzi all’opinione pubblica, mediante un pubblico manifesto, l’operato cosciente ed attento dei consiglieri di opposizione, Veronica Caporrino e Pietro Caporrino, che sottoscrivono il presente documento“. Inizia così il manifesto dell’opposizione che controbatte il primo scritto della maggioranza consiliare. “Durante il Consiglio Comunale, come possono ben rappresentare le persone presenti, trovando giusto applicare tariffe minime inerenti le varie imposte comunali, i due Consiglieri di Minoranza hanno espresso voto favorevole, così come con voto favorevole è stato suffragato il regolamento e solo il regolamento per la IUC (imposta unica comunale) – si legge nel manifesto – il ruolo di consigliere comunale di minoranza viene svolto dagli scriventi con coscienza e nell’interesse esclusivo della cittadinanza. Sui social network, invece, gli stessi affrontano discussioni e argomentazioni in totale libertà, così come ogni persona libera“. 

La minoranza sangiacomese prosegue sottolineando la richiesta avanzata in consiglio comunale di prendere ad esempio, riguardo allo smaltimento dei rifiuti, il comune di Atena Lucana, che gestisce il sistema in autonomia. Proposta non accolta dal gruppo di maggioranza. “In questo delicato momento di crisi economica e di crisi locale del settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’opposizione sta proponendo una gestione autonoma del servizio – continua il manifesto –  scelta non condivisa dalla maggioranza, che sostiene l’obbligatorietà (casualmente, altre amministrazioni ne sono immuni!) di associarsi con altri comuni negli STO. E cosa sono gli STO se non altri carrozzoni a guida politica che potranno assicurare ancora poltrone e potere ai soliti noti?

La risposta pubblica, a firma del gruppo di opposizione, termina con un monito:”Noi non ci stiamo, non vogliamo che le false accuse contro il nostro operato siano funzionali per ‘giustificare’ delle vostre scelte che, secondo il nostro parere, potrebbero condizionare, in negativo e per anni, gli interessi dell’intera comunità di monte san giacomo (eccezion fatta, forse, per un gruppo sparuto di persone)“.

– redazione – 


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