Caos, file, disagi e tensioni, è questa l’incresciosa situazione che si sta vivendo, da un po’ di tempo, in molti uffici postali del Vallo di Diano. Alcuni giorni fa l’allarme rosso è scattato nel comune di Monte San Giacomo ed il sindaco Raffaele Accetta, dopo aver registrato diversi disagi e lamentale da parte dei cittadini per diversi disservizi che si registrano da qualche tempo all’ufficio postale del piccolo centro del Vallo di Daino, ha inviato una lettera alla direzione dei Poste Italiane di Roma, Napoli e Polla per chiedere interventi concreti.

“L’attuale modalità di smistamento della posta – scrive Accetta – provoca un rallentamento nel recapito della stessa, tale da non assicurare in tempo utile la funzione principale del vostro servizio e cioè la comunicazione. Sono infatti numerose le segnalazioni e le lamentele rappresentate al sottoscritto, in quanto rappresentante della comunità, per i continui disservizi legati alla consegna della posta che viene recapitata al legittimo destinatario con notevole ritardo o addirittura non viene recapitata”. “Tutto ciò – continua il sindaco Raffaele Accetta – determina a carico degli uffici pubblici, degli esercizi commerciali, degli studi professionali dei cittadini tutti, pesanti danni e aggravi, in considerazione del fatto che molto spesso la conoscenza della corrispondenza richiede l’adozione di immediati provvedimenti e/o risposte”.

Il  Sindaco Accetta, inoltre, sottolinea altresì, la mancanza di personale, “che consta di una sola unità ed in occasione, soprattutto del pagamento delle pensioni –  si legge ancora nella lettera – determina lunghe attese e notevoli disagi”. “Tale situazione  – conclude il primo cittadino di Monte San Giacomo – determina un grave pregiudizio con danni ed aggravi di costi, per questo, si chiede di voler valutare con urgente sollecitudine le problematiche evidenziate, fornendo ogni utile chiarimento circa i provvedimenti che si intendono adottare a garanzia del servizio pubblico al fine di soddisfare i cittadini che, ove perdurasse si vedranno costretti a tutelare in via giudiziaria i propri diritti nelle sedi competenti o addirittura rivolgersi presso altri istituti per ciò che concerne l’attività di raccolta”.

– Giovanna Quagliano –

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