Con l’ordinanza n.7 del 17 marzo 2020, Moliterno veniva dichiarata zona rossa. Oltre ad essere la prima zona rossa della Regione è anche la prima zona rossa dell’emergenza Covid-19 priva di monitoraggio e assistenza sanitaria”. Sono le parole contenute in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Vito Bardi sottoscritta da 200 cittadini di Moliterno.

L’atto da Lei adottato prevedeva stringenti misure che chiudevano il paese – si legge nella lettera -, strade sbarrate e accessi chiusi. I cittadini di Moliterno hanno accettato con diligenza e senso del dovere, ma nelle ore successive a questo atto, non privo di conseguenze economiche e sociali anche per i prossimi mesi, Moliterno ha vissuto un forte senso di abbandono. Assenza di comunicazione, di informazioni, di motivazioni chiare per gli atti adottati e di prospettive. Ma comunque la popolazione ha osservato le regole imposte a tutela della salute di tutti”.

Siamo disposti a rispettare le regole, ma non a calpestare i nostri diritti”, affermano con fermezza i cittadini.

A scadenza della prima ordinanza ha fatto seguito un’ulteriore proroga delle misure di chiusura del paese motivata con “l’evolversi della situazione epidemiologica”.

L’ulteriore motivazione, incomprensibile, è quella della mancanza nel territorio comunale ‘di strutture e strumentazioni sanitarie idonee – scrivono -. A fronte del sacrificio dei moliternesi non vi è stata nessuna attivazione di assistenza sanitaria, nessun supporto, e i cittadini sono stati lasciati anche privi di dispositivi di protezione. Non è stato effettuato monitoraggio dei sintomatici e degli asintomatici. Nessuna comunicazione chiara alla popolazione. In una parola, i moliternesi hanno percepito abbandono”.

Bardi ha poi confermato la chiusura del paese fino al 26 aprile, “omettendo ogni motivazione”.

Con 17 casi positivi e il doloroso caso di una morte per (o con) Covid-19, Moliterno conta circa 50 tamponi effettuati, nonostante a breve diventerà il comune che, a livello planetario, batterà il record di chiusura fino ad ora detenuto da Wuhan – viene affermato nella lettera -. Alla chiusura del paese doveva seguire un iter che a Moliterno non è stato seguito. Pretendiamo chiarezza e un intervento urgente che prenda in considerazione concretamente le nostre proposte”.

I 200 cittadini firmatari della lettera chiedono al Presidente Bardi:

  • un campionamento massivo per poter conoscere la reale propagazione dell’infezione sulla popolazione di Moliterno;
  • di inoltrare al Governo la richiesta di estendere le misure adottate nei primi 11 comuni della Lombardia e del Veneto dichiarati zona rossa, che prevedevano benefici fiscali e lo stop a bollette per energia, gas e acqua, e sospensione di pagamenti e riscossioni;
  • di prevedere misure ad hoc per i tanti cittadini che fuori dai confini di Moliterno svolgono attività economiche e professionali autorizzate dalla normativa nazionale, così da prevedere che dai prossimi giorni questi possano raggiungere i propri posti di lavoro, previa esibizione di autocertificazione;
  • l’invio massivo di DPI, una risposta speciale all’emergenza.

Le chiediamo, infine, – affermano – un reale monitoraggio che potrà consentire l’isolamento dei casi positivi e l’annullamento del provvedimento di chiusura, consentendo alla nostra comunità, già particolarmente segnata, di poter riprendere, nel rispetto delle norme uguali per tutti, la propria strada verso la libertà”.

– Paola Federico –

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