Preoccupa numerose famiglie e amanti del nuoto la situazione di difficoltà prospettata nelle scorse settimane dalla Direzione della Metasport relativa all’aumento di tutte le tariffe delle attività sportive che si svolgono nel Centro Sportivo Meridionale di San Rufo.

Il rincaro spropositato dei costi dell’energia elettrica e del metano mettono a rischio le attività, in particolare il nuoto. Per questo motivo è stato disposto un incremento del 127% delle tariffe. Agli utenti di Caggiano, Polla, San Pietro al Tanagro, Sanza, Monte San Giacomo e Sant’Arsenio non saranno applicati aumenti perchè i rispettivi Comuni si sono impegnati ad erogare un contributo di solidarietà per consentire ai propri cittadini residenti di continuare a praticare sport con le stesse tariffe del 2021. I residenti di altri paesi non potranno invece godere dello stesso beneficio e si ritroveranno costretti a pagare di più nel caso volessero proseguire la loro attività sportiva.

E’ il caso di Chiara, affetta da Sindrome di Rett e residente a Sassano. Da questo mese i genitori, per consentirle di praticare i corsi di nuoto che frequenta da circa 8 anni, dovrebbero pagare quasi 1000 euro al mese. Chiara alla Metasport pratica nuoto e idroterapia con un assistente specializzato, attività sportiva che nel corso degli anni le ha portato benefici nella postura e che è risultata particolarmente utile nel rallentare il progresso della sindrome da cui è affetta.

I medici che si occupano di Chiara – ci spiega Pina, sua madre – hanno notato degli evidenti miglioramenti in lei e li associano alle attività che svolge nella piscina di Metasport. Il nuoto, infatti, le ha evitato un delicato intervento chirurgico alla schiena che potrebbe rivelarsi anche molto rischioso. Se non dovesse più venire in questa struttura avrebbe perso tutti i sacrifici fatti finora. Inoltre lei è molto felice quando la portiamo da Metasport, perchè viene accolta bene e quindi si sente a suo agio“.

Senza il sostegno da parte dei Comuni sono diversi i cittadini valdianesi che dovranno rinunciare ad un servizio importante, soprattutto per i giovanissimi. “Abbiamo questa struttura che funziona vicino casa – continua Pina – e le Istituzioni e gli amministratori locali dovrebbero cercare di fare di tutto per farla sopravvivere. In questo modo le tante mamme di bambini disabili, che attualmente si spostano fuori dal Vallo di Diano per consentire ai figli di fare nuoto a prezzi più economici, potrebbero ritornare a San Rufo. Parliamo di Alta Velocità però perdiamo di vista i servizi già avviati e che funzionano bene. Vogliamo andare a vivere sulla Luna, ma non riusciamo ad avere cura e a supportare le strutture che abbiamo vicino casa nostra“.

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