Con Decreto Dirigenziale n. 168 del 30 ottobre scorso la Regione Campania ha espresso parere favorevole sul sentito relativo alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale Nazionale e di Valutazione di Incidenza (su conforme parere della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I. espresso nel luglio scorso) per il progetto del metanodotto “Sealine Tirrenica che si snoderà tra Policastro Bussentino e Montesano sulla Marcellana toccando, oltre ai due paesi “capolinea”, anche i comuni di Casalbuono, Casaletto Spartano, Tortorella, Vibonati e Santa Marina.

Il metanodotto, proposto dalla SNAM Rete Gas S.p.A. , doveva inizialmente interessare il territorio di Buonabitacolo, Caselle in Pittari, Morigerati, Sanza, Tortorella e Torre Orsaia ma, nella seduta del 2 ottobre scorso, la Commissione V.I.A. – V.A.S. – V.I. ha deciso di modificare l’oggetto del progetto nell’attuale tratto. La stessa Commissione, lo scorso luglio, ha espresso il suo parere favorevole “preso atto che il dissenso alla realizzazione dell’opera del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è causato dal mancato approfondimento progettuale degli impatti prodotti dalla aree di cantiere nei punti di partenza e arrivo, e dei considerevoli impatti prodotti in aree contigue al parco stesso,preso atto che tuttavia agli atti sono presenti, anche a seguito di richiesta di questa amministrazione, i citati approfondimenti e che inoltre il Parco stesso si dichiara non competente ad esprimersi su interventi in aree contigue” come recita il decreto 168. Un dissenso fattosi sentire da più voci che, negli ultimi mesi, avevano protestato contro la realizzazione dell’ “autostrada del gas” che collegherebbe la Sicilia con la Campania.

Attualmente, nonostante il metanodotto Policastro  – Montesano veda il parere favorevole della Regione, resta fermo che, prima dell’inizio dei lavori, dovrà essere elaborato, in accordo con la Regione stessa, il Parco e gli Enti gestori dei Siti Natura, un progetto di monitoraggio (da effettuarsi prima, durante e dopo i lavori) e gestione, di durata almeno quinquennale, degli habitat coinvolti nel tratto in questione.

– Chiara Di Miele –


 

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