Maxi sequestro di beni archeologici di pregiato valore quello messo in moto nella giornata di ieri dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, coordinati dalla DDA di Napoli e coadiuvati dalle Compagnie territoriali e Mobili. L’operazione “Artemide” ha preso il via dal furto di una parte di affresco della Casa di Nettuno a Pompei e ha smantellato un gruppo operante soprattutto in Campania e in Puglia, dedito a scavi clandestini e commercializzazione di pezzi archeologici di valore.

Numerose le perquisizioni effettuate in varie province italiane, tra cui anche il Salernitano, oltre a Agrigento, Arezzo, Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Caltanisetta, Caserta, Catania, Cosenza, Enna, Foggia, Latina, Milano, Napoli, Pordenone, Roma, Taranto, Teramo e Viterbo.

I militari dell’Arma hanno definito “Artemide” un’operazione senza precedenti, sia per numero di uomini impiegati nelle indagini e nel blitz sia per quantità di reperti posti sotto sequestro. Oltre 2000, infatti, i beni archeologici recuperati, tra cui anfore e antiche monete italiche, metal detector e attrezzi per la ricerca e lo scavo e ben 142 decreti di perquisizione eseguiti in tutta Italia.

L’operazione “Artemide” è seguita ad una simile dello scorso 23 gennaio, durante la quale furono arrestati tre indagati e recuperati altri 874 reperti.

– redazione – 


 

 

Un commento

  1. Mario Senatore says:

    Anche il “reperto” della speranza sta venendo alla luce…grazie agli ammirevoli “Archeologi”…
    Mario Senatore

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