
Sono state rinviate a giudizio 24 persone nell’udienza preliminare celebrata a Salerno, dinanzi alla gup Brigida Cavasina. Si tratta del procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta della Guardia di Finanza e la Procura di Salerno che hanno sgominato una strutturata organizzazione accusata di avere realizzato una maxi frode fiscale da 60 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, consulenti e professionisti indagati, guidati da Concordio Malandrino, imprenditore cilentano da tempo residente a Dubai, offrivano a numerose imprese, su scala nazionale, la documentazione necessaria per accedere indebitamente a crediti d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno.
Altri due indagati hanno ricorso al giudizio abbreviato per rispondere dell’accusa di elusione e di prevenzione. Entrambi sono stati assolti perchè il fatto non sussiste.
Lo scorso dicembre sono state emesse otto misure cautelari nei confronti dei 26 indagati notificate nell’ambito dell’operazione Blockchain dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.
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