Su 29 campioni prelevati lungo le coste marine della Campania dai volontari di Goletta Verde, 5 punti sono stati giudicati inquinati mentre ben 12 punti sono risultati fortemente inquinati: complessivamente oltre i limiti di legge quindi il 59% del totale. E ci sono anche malati cronici, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle Forze dell’Ordine risultano oltre i limiti di legge da 10 anni: la foce fiume Savone (Mondragone in provincia di Caserta), la foce del fiume Sarno (Torre Annunziata/Castellammare di Stabia in provincia di Napoli) e quella Torrente Asa (Pontecagnano Faiano a Salerno). Questo il resoconto finale del viaggio di Goletta Verde di Legambiente in Campania.

Ancora oggi – spiega una nota – il 40% dei reflui fognari delle nostre città non è adeguatamente depurato (elaborazione Legambiente su dati commissione UE), un problema che non riguarda solo il sud Italia ma anche il nord della penisola. Ad oggi sono 939 agglomerati non in regola, che generano un carico complessivo di quasi 30 milioni di abitanti equivalenti su un totale di 77 milioni. Se si guarda però anche al carico generato da questi agglomerati, espresso nel numero di abitanti equivalenti, emergono le criticità in regioni che non si trovano solo nel mezzogiorno. L’80% del carico complessivo degli agglomerati in stato di infrazione proviene dalla Sicilia in primis (il 23%) ma anche da Lombardia (il 19%), Campania (il 17%)”.

La Campania – denuncia Legambiente risulta la peggiore a livello nazionale per numero d’infrazioni contestate dalle Forze dell’Ordine riguardanti depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti. Nel dettaglio, in aumento rispetto allo scorso anno (+6%) le infrazioni legate al mare inquinato in particolare scarichi inquinanti e mala depurazione con 2.053 Reati (29,7% del totale nazionale) 1.949 persone denunciate o arrestate ben 1419 e 895 sequestri”.

Risulta buona la situazione per quanto riguarda i laghi campani. Sono stati quattordici i punti monitorati quest’anno dalla Goletta nelle acque dei Laghi Patria, d’Averno, Fusaro e Matese e sottoposti ad analisi microbiologiche. Più specificamente due sono stati i punti monitorati nel lago Patria, cinque in quello d’Averno, tre nel Fusaro e quattro nel Matese. Di questi, solo uno, nel lago patria, è risultato fuori dai limiti di legge e più precisamente giudicato come fortemente inquinato.

“Da 35 anni Goletta Verde fornisce un’istantanea puntuale per mettere in evidenza – sottolinea Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – le criticità e la poca attenzione posta sulla tematica della mancata depurazione dei reflui. Il trattamento delle acque reflue è un passaggio fondamentale per assicurare la salute e la protezione dell’ambiente, ed è uno degli strumenti attraverso il quale attuare una gestione razionale e sostenibile delle risorse idriche. Quarantaquattro comuni sono privi del servizio pubblico di depurazione, stiamo parlando di oltre 450mila persone secondo dati dell’Istat. Questa situazione non è più accettabile, le Amministrazioni devono intervenire per tutelare la salute della cittadinanza. Non dimentichiamo che due delle quattro procedure di infrazione europee si sono tramutate in condanne e che ora stiamo pagando multe salatissime per il mancato adeguamento alla direttiva europea sui reflui, risorse che si potrebbero usare per l’efficentamento dei sistemi depurativi e per mettere in campo azioni risolutive per la drammatica situazione degli scarichi abusivi”.

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