Nessuna distrazione, anzi l’attenzione rimane sempre alta, l’obiettivo è quello di capire la ragione della mancata realizzazione dell’Ospedale unico del Lagonegrese, in località Cappella, che tra l’altro ha messo in ginocchio molte famiglie private della propria abitazione, senza cosi rispondere ai fabbisogni sanitari del Lagonegrese”.

Così il gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Preliminarmente – precisano – alla verifica del Nucleo di valutazione, la direzione della programmazione sanitaria del Ministero della salute, esaminata la documentazione trasmessa a supporto della rifinalizzazione dell’intervento, ha evidenziato perplessità: nella realizzazione del nosocomio nella nuova zona di Tempone Rosso, escludendo altre alternative in relazione del vincolo paesaggistico a cui sono soggette, nel confronto tra costi cessati e ricavi emergenti influenzati dal permanere della struttura ospedaliera già esistente per la quale è previsto il riutilizzo delle attività connesse al servizio sanitario, nelle risorse già impegnate per la costruzione del nuovo padiglione presso il presidio ospedaliero già esistente”.

I consiglieri regionali di Forza Italia si domandano, in merito alla scelta di non fare l’Ospedale unico del Lagonegrese in località Cappella ma in un altro sito di privati, “chi lo ha scelto e chi sono i proprietari e soprattutto quali sono gli interessi economici che ci sono dietro. Bisognerebbe valutare una soluzione progettuale più efficiente che soddisfi le esigenze della collettività lagonegrese evitando un ulteriore sperpero di denaro, trovandoci concordi con le conclusioni a cui sono arrivati Regione Basilicata e Ministero della Salute, come dichiarato più volte dall’assessore Leone, ovvero realizzare il nosocomio in situ con la completa demolizione e ricostruzione”.

Questa scelta – concludono – comporterebbe non pochi vantaggi: l’ospedale sarebbe rifatto con standard sanitari, di funzionalità e livelli di sicurezza propri di un nuovo ospedale ed il padiglione in progettazione, finanziato all’Asp, potrebbe essere parte integrante del nuovo Ospedale costituendone la prima fase realizzativa. Tra l’altro la ricostruzione in situ che prevede lo stanziamento di 76 milioni, dà la possibilità di utilizzare le economie per l’acquisto di nuove attrezzature”.

– Chiara Di Miele –

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