La storia di Luigi Antonio Palladino, 54enne, residente a Lagonegro ma domiciliato a Casalbuono e affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) finisce sul programma Rai “Mi manda Rai Tre”.

La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva, determinata dalla perdita dei motoneuroni spinali, bulbari e corticali, che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori. Luigi ha bisogno di un Puntatore Oculare per comunicare con gli altri ma, purtroppo, nonostante le numerose sollecitazioni rivolte all’Asp, è costretto a pagare di tasca propria il noleggio del prezioso strumento.

Un’ingiustizia spesso denunciata dal 54enne che qualche mese fa si era rivolto anche alla nostra redazione per chiedere aiuto. Tuttavia, dopo alcune rassicurazioni dall’Asp, la situazione è rimasta invariata.

Le telecamere di “Mi Manda Rai Tre”, con l’inviato Danilo Fumiento, hanno puntato i riflettori sulla vicenda chiedendo un intervento tempestivo.

Il giornalista Fumiento, oltre ad incontrare Luigi, ha anche raccolto la testimonianza del padre Lucio: “Questo strumento è fondamentale – ha spiegato – e purtroppo mio figlio ne è rimasto senza per qualche mese. Poi abbiamo trovato una ditta di Milano che lo ha fornito ma a spese nostre”.

La famiglia Palladino per usufruire del puntatore oculare sborsa 428 euro al mese. Durante la puntata sono intervenuti anche il legale della famiglia Palladino, l’avvocato Renivaldo Lagreca, e Pina Esposito, Presidente AISLA.

“Il puntatore è un mezzo che non serve solo per esternare la propria volontà ma per affermare la propria dignità ha dichiarato Pina Esposito – Luigi ci ha contattato e noi abbiamo prontamente sensibilizzato l’Asp. Quest’ultima ci ha comunicato che avrebbe svolto tutte le verifiche del caso e si sarebbe preoccupata di garantire anche un indennizzo”.

“Il 14 marzo 2019 è stato prescritto il puntatore oculare – ha spiegato l’avvocato Renivaldo Lagreca – soltanto il 30 agosto è stato fornito un primo puntatore ma è arrivato senza alcuna prova preventiva, un poco di fretta. Infatti quello strumento non funzionava bene, non era idoneo. Il 10 ottobre 2019 lo strumento dà collaudo negativo, il 30 novembre si ripete l’errore senza prova preliminare”.

Il puntatore, occorre precisare, interagisce con il bulbo oculare quindi va “misurato” con la persona.

“Questo strumento – ha precisato il legale – deve essere fornito necessariamente dall’Asp, non può essere fittato dalla famiglia. È necessario che sia garantito questo diritto”.

Sulla vicenda sono state interessate le autorità amministrative, i Prefetti di Salerno e Potenza, il sindaco di Casalbuono.

L’Asp ha comunicato alla trasmissione, tramite una nota, la presenza di due delibere risolutive: in una si spiega che verranno restituiti i soldi versati finora (non si conoscono ancora tempi e modi) mentre nella seconda si garantisce il rinnovo del puntatore oculare a carico dell’azienda.


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