Lettera aperta di Antonio Citera, consigliere delegato alla Sanità del Comune di Sanza

Bisogna prevedere misure di maggiore flessibilità per bar e ristoranti. A mio avviso penso ci sia bisogno di un lavoro di ri-progettazione dello spazio pubblico per poter permettere ai cittadini e agli esercenti di potersi riappropriare della città in tutta sicurezza, prevedendo la possibilità di realizzare delle micro aree pedonali dove permettere il posizionamento di sedie e tavolini così da garantire il distanziamento tra persone e recuperare i posti che si andranno a perdere all’interno dei locali. Bisogna intervenire sulla Cosap (tassa di suolo pubblico) affinché i nuovi spazi messi a disposizione degli esercizi pubblici siano gratuiti.

A mio avviso la leva fiscale può essere uno strumento efficace per dare liquidità alle imprese in attesa che dal Governo arrivino investimenti più sostanziosi. Inoltre, occorre che vengano riviste le regole e procedure. Siamo ancora in emergenza e le procedure ordinarie non sono adeguate a dare, in termini di sicurezza ed efficacia, le risposte che occorrono. Vorrei soffermarmi su quest’ultimo punto facendo riferimento al coprifuoco, alle sue regole e alla metodologia con cui si cerca di far fronte ciò. Per intenderci, mi piacerebbe riportare alcuni esempi concreti e personali.

8 Maggio 2021, Milano: l’Inter vince lo scudetto scatenando non poche polemiche per il mancato rispetto delle norme anti-Covid. Trentamila tifosi nerazzurri scendono in Piazza Duomo. Gruppi di persone, comprese numerose famiglie con bambini, scendono in strada sventolando bandiere e abbracciandosi. Secondo quanto riportato dai giornali, oltre ai filmati mandati in onda nei vari TG, le forze dell’ordine sembrano non essersi preoccupate particolarmente per il mancato rispetto delle norme anti-Covid vigenti ormai da tempo. Sono intervenuti solo nel momento in cui, tra la folla di gente, alcuni hanno inveito contro buttando bottiglie di vetro.

10 Maggio 2021, Salerno: situazione analoga si è ripresentata a Salerno con la vittoria della Salernitana. Anche in questa circostanza le forze dell’ordine non sono intervenute tempestivamente affinché venissero rispettate le norme. Ragazzi scesi in piazza e nelle strade della città con la mascherina abbassata o i più “coraggiosi” hanno addirittura preferito toglierla; per non parlare degli abbracci tra i tifosi ignari, in quel momento, del problema principale che sta affliggendo il mondo da un anno a questa parte: il Covid-19 e il distanziamento sociale.

In ultimo, mi piacerebbe riportare la mia esperienza personale e confrontarla con le precedenti menzionate poc’anzi. Maggio 2021, Montesano. Ore 21:00. Zona Gialla. Quella sera finii il turno di lavoro in ospedale in ritardo. Decisi di passare a prendere una pizza con due miei colleghi e prenderla anche a mia nipote di due anni. Lì troviamo alcuni amici che, nel frattempo, ci invitano a sederci e mangiare delle fette di pizza con loro. Ovviamente tutti rispettiamo le norme previste: indossare la mascherina e tavolini distanziati tra loro. Due persone per tavolo. Lo so, non c’è bisogno di specificarlo dopo un anno di pandemia e norme anti-Covid ma, dopo quello che è accaduto successivamente, penso sia necessario evidenziarlo e sottolinearlo.
Vediamo dei lampeggianti blu in lontananza. E’ la volante dei carabinieri. Ore 22:10, stavamo finendo di mangiare le ultime due fette di pizza, a breve saremmo andati via. Nel frattempo la volante si ferma davanti al locale con i lampeggianti accesi e immediatamente ci vengono chiesti i documenti. 10 minuti di ritardo. Solo 10 minuti di ritardo per scrivere a tutti noi presenti il verbale oltre che a farlo anche al proprietario del locale.

Ahimè, le domande sorgono spontanee: in quali situazioni le forze dell’ordine intervengono affinché le norme vengano rispettate (e per norme intendo l’uso della mascherina e il distanziamento sociale dato che sono le due principali variabili ad influire sulla diffusione del virus!)? In che modo lo Stato vuole aiutare i cittadini e i proprietari dei locali dopo un lungo periodo di fermo?

Dall’inizio della pandemia molti esercenti si sono trovati in mezzo a mille difficoltà in quanto il blocco totale ha visto fermare la loro piccola economia. Alcuni sono stati costretti a chiudere le saracinesche per sempre mentre altri cercano di andare avanti nonostante le tante difficoltà. Oltre ad essere un luogo di servizio, di convivialità, di confronto, sono anche luoghi di lavoro e di ricchezza. Tutti gli esercenti si sono adeguati alle norme anti-Covid: l’asporto senza consumazione sul posto, consegne di cibo a domicilio, disposizione dei tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile fino a 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), utilizzo di barriere in plexiglass, posizionare dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani, sanificare i locali, rilevare la temperatura corporea, ecc. E’ giusto multarli per 10 minuti di ritardo? Agendo in questo modo lo Stato li aiuta?

Penso che il problema principale non sono i 10 minuti di ritardo bensì le tante persone che, ad oggi, continuano a passeggiare per strada tra la gente con la mascherina abbassata o addirittura senza mascherina ma nessuno li vede e li multa.

 – Antonio Citera –

Un commento

  1. A parlà è art legg…

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