Si è tenuto sabato scorso, presso la Sala Polifunzionale della Parrocchia Sant’Alfonso a Padula Scalo, il convegno dal titolo “Ludopatia: costume o malattia?”, organizzato dall‘Assessorato alla Cultura, al Turismo e allo Spettacolo della Città di Padula e moderato dalla giornalista Antonella Citro.

Ad aprire i lavori, è stata la proiezione in anteprima nazionale del cortometraggio “Slot”, girato lo scorso novembre  nel Vallo di Diano e nato dalla collaborazione tra l’Ass. Culturale “Il Giullare” e la scuola di cinema “Anna Magnani” di Prato, con i patrocini dei Comuni di Padula e Sassano. Il corto ha messo sapientemente in rilievo la problematica del gioco d’azzardo che, in molti casi, va ad unirsi alla terribile piaga dell’usura. Tra i protagonisti l’attore Anthony Trotta, presidente dell’Ass. Culturale “Il Giullare”, presente ieri al convegno insieme al regista Massimo Smuraglia. Dopo i saluti di Paolo Imparato, sindaco di Padula, e di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano, a prendere la parola sono stati Tiziana Bove Ferrigno, Assessore alla Cultura della Città di Padula, Deborah Amoruso, del Coordinamento Forum dei Giovani della Provincia di Salerno, Don Vincenzo Federico, direttore Caritas Teggiano – Policastro, Riccardo Vizzino, presidente Ass. “Il Dado”. Gli interventi hanno sottolineato la grande preoccupazione che il fenomeno della ludopatia desta nella nostra società, soprattutto per il suo dilagare tra i giovani, ma anche la volontà di unire tutti gli sforzi possibili in un cammino difficile che unisce istituzioni e cittadini.

Le conclusioni sono state affidate a Carmine Olivieri, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, che con parole dure ha attaccato anche la normativa vigente in materia.

“Le casse dello Stato si stanno sostenendo con questo affare del gioco grazie alle tragedie sociali, grazie alla dissipazione dei risparmi delle famiglie”, ha affermato Olivieri. “Il gioco d’azzardo attenta continuamente, lede, mortifica un valore fondamentale della persona:la libertà personale”. A realizzare gli intermezzi di danza sono state Eugenia Ucchino e la Scuola di danza A.S. D. di Lagonegro.

– Filomena Chiappardo –


 

 

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