L’incontro che si è svolto ieri al Dipartimento Salute e Politiche della persona della Regione Basilicata tra l’OPI Potenza e l’assessore alla sanità Francesco Fanelli è stato il primo di una serie. Il confronto servirà ad affrontare le questioni da risolvere per garantire agli infermieri il giusto riconoscimento della loro professionalità, il ruolo delle professioni infermieristiche rispetto all’assistenza territoriale e una maggiore qualità dell’offerta formativa universitaria per gli studenti che vogliono conseguire una laurea in infermieristica in Basilicata. Fanelli ha assicurato di voler approfondire gli argomenti trattati e di voler continuare il dialogo con l’OPI.

All’incontro erano presenti la presidente dell’OPI Potenza Serafina Robertucci, Giovanni Franchino e Giuseppe Basilio del Consiglio direttivo dell’ordine professionale che hanno evidenziato la carenza di personale infermieristico nelle strutture sanitarie e sul territorio, quindi la necessità di nuove assunzioni favorendo la mobilità in ingresso di coloro che lavorano fuori regione e l’espletamento del concorso unico regionale. Altrettanto necessaria è l’approvazione di una legge regionale che dia chiare indicazioni nella definizione delle dotazioni organiche nelle strutture sanitarie, in base al livello di complessità assistenziale. “In questo modo – ha spiegato Robertucci – sarà possibile una efficace ed efficiente distribuzione delle risorse umane la cui governance deve essere affidata al dirigente infermieristico, figura strategica da implementare nelle aziende sanitarie e ospedaliere lucane che, a livello decisionale e strategico, si occupi del governo delle attività assistenziali offerte ai cittadini lucani”.

Illustrate, inoltre, all’assessore le criticità presenti nei percorsi formativi universitari attivati in Basilicata per conseguire la laurea in Infermieristica. “In Basilicata sono state sottoscritte due convenzioni: una con l’Università Cattolica di Roma, che garantisce il percorso di studi a Potenza e Villa d’Agri, e l’altra con l’Università di Foggia con sede distaccata a Lagonegro e Matera. In queste sedi si lamenta la carenza di strumenti multimediali, laboratori e aule adeguate al percorso di studio. I nostri studenti hanno diritto – ha sottolineato la dottoressa Robertucci- ad avere la stessa qualità del percorso formativo degli studenti che frequentano altri poli universitari italiani. E’ necessario, inoltre, che sui quattro corsi di laurea in Infermieristica presenti in Basilicata deve esserci, per ogni sede distaccata, una figura dedicata, che possa incidere sulla qualità del percorso didattico-formativo e che si configuri come coordinatore delle attività di tirocinio, così come è di fondamentale importanza riconoscere il contributo fornito dai tutor infermieri che quotidianamente, e a titolo gratuito, erogano formazione agli studenti infermieri negli ospedali lucani”.

Riguardo alla formazione l’OPI ha anche accennato alla proposta di realizzare un percorso universitario per infermieri all’interno dell’ateneo lucano e di favorire il rientro in Basilicata di professionisti eccellenti che oggi lavorano all’estero come dottori di ricerca in prestigiose università. A conclusione dell’incontro l’assessore ha espresso la disponibilità per una valutazione di quanto proposto e per un confronto costruttivo per la valorizzazione della professione infermieristica da tutti riconosciuta, in particolare nell’emergenza pandemica, colonna portante dei servizi sanitari.

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