– Lettera alla redazione – di Franco Iorio

Nessuno ne parla. E’ l’araba fenice, “che ci sia ciascun lo dice; dove sia nessun lo sa” come scriveva Metastasio. E così a pochi giorni dal voto del 25 maggio l’Europa rimane assente nei discorsi, lontana dagli argomenti politici, ignorata anche o soprattutto dai candidati impegnati nella corsa alle poltroncine dei palazzi comunali. L’elettore avverte la chiamata alle urne in quanto sollecitato a votare per la scelta del Sindaco, non certo per il Parlamento europeo. Qui, da noi, pare che a votare non andrà più del 54 – 58 per cento del corpo elettorale. Così rivelando ove ce ne fosse bisogno il nostro disagio sociale e l’opinione diffusa che alla politica europea riporta la responsabilità della crisi, facendone il capro espiatorio del malessere economico, della disoccupazione, dell’incremento del divario tra noi e il Nord. Quelli che si dicono indecisi sono moltissimi anche perché le informazioni sull’importanza del Parlamento europeo si presentano assai scarse. Addirittura si avvertono confusi i punti di vista sulla posta in gioco. La verità è che nessun partito si è speso adeguatamente per informare la gente su quanto il Parlamento dell’Unione ha fatto per gli interessi delle popolazioni locali e ha predisposto sul versante della crescita e dello sviluppo, al di là delle politiche di austerità. Ma vi è di più: nessuno chiarisce che sarà il Parlamento Europeo a nominare il Presidente della Commissione Europea al posto del Consiglio dei ministri dell’Unione come avveniva prima, ponendo così una pietra miliare alla costruzione dell’Europa federale.

Dunque, la scelta del nuovo Presidente dipende dal voto del 25 maggio. Sicché se vogliamo che l’Unione Europea prosegua la strada verso uno Stato federale, non possiamo disertare le urne domenica prossima. E’ vero che noi campani nutriamo poca simpatia per lo Stato e poca fiducia poniamo nelle istituzioni, perché poco essi hanno fatto per essere amati. E tuttavia questa occasione dobbiamo sfruttarla per noi stessi. Oltre l’interesse locale, dunque, dobbiamo sentire nostro l’appuntamento elettorale per lanciare la sfida al domani e diventare Cittadini d’Europa. Dobbiamo puntare sulle rappresentanze meridionali per rendere possibile una ricaduta vantaggiosa per il Mezzogiorno, realizzando quella sinergia indispensabile tra tutti i profili istituzionali a noi più vicini. Non a caso Pino Aprile, nel libro “Terroni”, sostiene “… che non ci sia terra, oggi, in Europa, che abbia maggior futuro e miglior fortuna da dispiegare, del nostro Sud”.

– Franco Iorio –


 

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