Con la risposta alla nostra interrogazione sulle ragioni del licenziamento di Luigi Greco, oggi abbiamo conferma che per De Luca l’immagine della sua amministrazione conta più della salute dei cittadini. In piena emergenza Covid un infettivologo di riconosciuta professionalità, sebbene in pensione, mette a disposizione la sua esperienza, ma viene rispedito a casa per essersi limitato a esprimere un’opinione personale. Greco ha pagato per un parere espresso sulla scelta, ritenuta oggettivamente poco opportuna, di trasferire il reparto Covid dall’ospedale Ruggi di Salerno, dove erano in fase di allestimento 24 moduli di Terapia intensiva, al Da Procida sprovvisto di Pronto soccorso e di Rianimazione e senza posti di Terapia intensiva. Per la Giunta regionale, per il sol fatto di aver esercitato il suo sacrosanto diritto d’opinione, Greco avrebbe ‘violato il codice dei dipendenti’ e le sue parole avrebbero potuto addirittura scatenare ‘una diffusa atmosfera da panico generalizzato’, ma soprattutto sarebbero state ‘tese a ledere l’immagine dell’azienda e dei dipendenti pubblici’. Un’offesa nei riguardi di chi ha speso la sua intera esistenza al servizio della scienza e della ricerca”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e Valeria Ciarambino dopo la risposta della Regione all’interrogazione posta in merito al licenziamento dal “Ruggi” di Salerno del noto infettivologo Greco, richiamato dalla pensione in piena emergenza sanitaria e poi mandato via in seguito all’esternazione di una sua opinione sull’organizzazione della struttura.

Piuttosto che valutare le considerazioni di uno stimato professionista con alle spalle decenni di esperienza ad alti livelli e riconsiderare la propria decisione, – proseguono Cammarano e Ciarambino – negli uffici dove il pensiero unico del governatore non si discute hanno ben pensato di silurare seduta stante chi ha osato esprimere un parere contrario rispetto a una scelta assolutamente opinabile. Magari affinché un caso del genere sia d’esempio e nessuno osi più discutere il governatore-sceriffo, soprattutto nel pieno della sua campagna elettorale. Con buona pace del diritto alla salute e ad un’adeguata assistenza nel cuore della peggiore emergenza sanitaria dal dopoguerra a oggi”.

– Chiara Di Miele –


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