Ho sempre detto di aver scelto la facoltà di Medicina, e ne sono convinta, in quanto spinta dal desiderio di scoperta, dalla passione e dal piacere del dare ancora prima che ricevere. Ed è lo stesso motivo per cui ho scelto di affiancare il mio studio al volontariato”.

È con queste parole, ricche di emozioni già vissute e con la consapevolezza di quelle che arriveranno, che Letizia Ciliberti, 24enne di Teggiano, racconta la propria esperienza con l’ong (organizzazione non governativa) “Medici con l’Africa Cuamm”, da 70 anni la più grande organizzazione sanitaria italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Il Cuamm lavora al fianco di medici e infermieri locali, negli ospedali, nei distretti, nelle scuole e università di Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda.

La preposizione ‘con’ l’Africa, invece di ‘per’, non è scelta a caso: esprime l’idea di condivisione di un percorso di crescita che unisca l’Italia e l’Africa in ambo i sensi, crescita professionale e umanitaria – spiega Letizia, laureanda in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi ‘Gabriele D’Annunzio’ di Chieti -, e credo sia proprio questo ‘con’ l’Africa ad avermi fatto appassionare alla mission del Cuamm, ovvero di dedicare i propri interventi agli ‘ultimi’, fasce più deboli e povere della popolazione, in particolare donne e bambini, e, in generale, socialmente e fisicamente già distanti dall’accesso alle cure sanitarie”.

Letizia ha conosciuto il suo gruppo d’appoggio in Abruzzo, nato nel 2014, durante il suo secondo anno di università; dopo il primo anno di volontariato attivo, ne è stata referente per ben 4 anni. L’intenzione di partire per poter fare un’esperienza in ambito di cooperazione internazionale è stato un obiettivo rincorso per anni, un sogno realizzato grazie al Wolisso Project, il Cuamm, insieme al Sism (Segretariato internazionale Studenti di Medicina). Grazie al progetto la 24enne teggianese è riuscita a conquistare un mese di tirocinio formativo, cui si può accedere tramite una selezione, ed a stata destinata all’Etiopia, in particolare all’ospedale St Luke di Wolisso.

Ho deciso di dedicarmi principalmente all’ambito pediatrico – afferma Letizia – considerando che la mia Tesi di Laurea è improntata sulla malnutrizione acuta grave e gli approcci diagnostici terapeuti, con dati raccolti proprio grazie al Cuamm. Sono rimasta scossa da quello che ho provato in questo periodo a Wolisso: un senso di pace e serenità che si prova nel condividere anche un semplice sorriso o uno sguardo, è qualcosa che mi appaga. Vivere a contatto con la sofferenza e molto spesso l’incapacità di poterla contrastare rende tutto difficile, ma c’è tanta speranza in quei luoghi, in quella gente che ti permette di credere in una possibilità di miglioramento e di crescita”.

Spero un giorno di tornare – continua – per poter dare di più, in quanto da laureanda, pur avendo concluso i miei studi, mi rendo conto di non avere ancora tutti i mezzi adatti per poter aiutare questa gente, se non offrendo tutto il bene che meritano di ricevere e che ora posso dare. Questo viaggio è per me la chiusura di un percorso universitario, che ho dedicato, per scelta, anche al volontariato, ma rappresenta anche un punto di partenza per il medico che mi auguro di essere nel futuro”.

– Paola Federico –

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