E’ la Campania la regina assoluta della classifica per numero di reati ambientali. A renderlo noto è il Rapporto Ecomafia 2014 di Legambiente che registra nella sola Campania  4.703 reati ambientali, 13 al giorno, raggiungendo da sola più del 16% di quanto è stato accertato in tutto il paese.
Nel 2014 sono 4.072 le persone denunciate, 51 gli arresti e 1.339 i sequestri effettuati.

Un’istantanea impietosa di una regione da troppo tempo in balia dell’ecomafia e in generale della criminalità ambientale, che non è spiegata solo dalla Terra dei fuochi e dai suoi drammi, ma anche dai mille risvolti ecocriminali che in tutta la Campania continuano a trovare uno dei territori d’elezione. Di particolare rilievo, al riguardo, è lo sforzo investigativo compiuto in provincia di Napoli, diventata la prima in Italia come numero di illeciti (2569),  seguita da Salerno (1193).

“Le pagine di questa nuova edizione di Ecomafia – dichiara Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania – dimostrano drammaticamente che senza una lotta efficace contro le varie forme di criminalità ambientale non ci potrà mai essere nessuna svolta green in Campania, né il rilancio della nostra economia sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità.

La Campania si conferma maglia nera a livello nazionale anche nel ciclo dei rifiuti, regione con il più alto numero di reati accertati in questo settore: 953, quasi il 17% sul totale nazionale con 115 persone denunciate e arrestate e con 412 sequestri. La classifica regionale mette in pole position la provincia di Napoli con 538 infrazioni, segue Salerno con 179.

– redazione –


 

 

 

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