
“I dati sulla ricchezza degli italiani nel 2024 non sono un freddo esercizio statistico. Sono uno schiaffo e raccontano, senza possibilità di smentita, quanto il caro-prezzi abbia scavato in profondità nelle famiglie erodendo risparmi, sicurezza e prospettive future”. Così Codacons fotografa la condizione in cui versano gran parte degli italiani.
L’Istat certifica un fatto che molti cittadini percepiscono da tempo sulla propria pelle: “La ricchezza delle famiglie è oggi più bassa di oltre il 5% rispetto al 2021 e si colloca tra i livelli peggiori dell’intero periodo 2005-2024 se rapportata al reddito disponibile – affermano da Codacons -. Un arretramento netto, strutturale, che non può più essere liquidato come una semplice ‘fase congiunturale'”.
Il confronto con gli altri Paesi europei è ancora più amaro. Una famiglia italiana dispone mediamente di una ricchezza inferiore di quasi il 20% rispetto a una tedesca e di oltre il 7% rispetto a una francese. “Parliamo di decine di migliaia di euro di differenza. Non numeri astratti, ma margini di sicurezza che altrove esistono e qui no – sottolinea l’associazione -. Su tutto questo pesa come un macigno l’esplosione dei prezzi. Un’ondata violenta che ha travolto i bilanci familiari negli anni della guerra e della crisi energetica, ma che non si è mai realmente ritirata. Le emergenze sono finite, i listini no. I prezzi sono saliti rapidamente e poi si sono fermati lì, come se l’eccezione fosse diventata la nuova normalità “.
Codacons afferma che “è legittimo chiedersi perché in Italia il carovita abbia mostrato una resistenza così anomala rispetto ad altri Paesi. E soprattutto perché, ancora oggi, milioni di famiglie continuino a pagare il conto di dinamiche che nulla hanno più a che fare con guerre, shock o crisi temporanee. Noi lo chiediamo da tempo e continuiamo a farlo, ma nessuno, a quanto pare, ha voglia di rispondere a questa elementare domanda”.
“Non siamo davanti a un semplice problema economico. Siamo davanti a un allarme sociale” conclude Codacons.


