Truffa aggravata in concorso per aver emesso fatture concernenti operazioni inesistenti per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Questa è l’accusa mossa dalla Procura di Lagonegro al consigliere regionale di Forza Italia Francesco Piro, che risulta essere rinviato a giudizio insieme ad altre cinque persone tra cui il fratello Vincenzo nell’ambito di una inchiesta avviata dalla Procura.

La vicenda giudiziaria riguarda i lavori di ristrutturazione di una struttura alberghiera situata nel comune di Lagonegro. Secondo l’accusa, Piro, nella qualità di rappresentante legale di una società immobiliare, avrebbe emesso fatture false a favore sia di un’altra azienda che del fratello, rappresentante legale di una terza azienda.

I lavori sarebbero stati realizzati grazie ad un finanziamento tramite i “Piot” (Pacchetti Integrati di Offerta Turistica) dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Sono completamente estraneo alla vicenda. Io – ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Piro – non sono mai stato assegnatario di contributi. Nel 2015 con la mia azienda ho eseguito parte dei lavori di ristrutturazione dell’hotel, ho emesso due fatture per i lavori realizzati e mi sono state regolarmente pagate. Inoltre, la mia condotta è stata già ritenuta corretta dal Giudice per le Indagini Preliminari. Il giudizio farà luce su questa vicenda”.

Per gli altri indagati, le accuse riguardano la dichiarazione di aver completato i lavori entro il 31 dicembre 2015 che secondo l’accusa sarebbero stati ultimati nel 2016. Il Giudice per le Udienze Preliminari di Lagonegro, Ennio Trivelli, ha firmato il decreto di rinvio a giudizio.

La prima udienza è stata fissata al 7 aprile.

– Claudio Buono –

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