Lagonegro: Truffa sui contributi all’editoria tramite un periodico locale. Sequestro per oltre 155mila euro



























La Guardia di Finanza di Lauria ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente, pari ad oltre 155 mila euro, per contributi non spettanti nel settore dell’editoria, al termine di indagini durate circa due anni sulla vendita fittizia di circa 73 mila copie di un periodico a diffusione locale nel Lagonegrese.

Tre persone sono state denunciate per truffa aggravata. Si tratta del rappresentante legale di una società cooperativa giornalistica, la titolare e la socia accomandataria di una società di consulenza ed elaborazione dati. Entrambe le società operano nel Lagonegrese.

La truffa, che consisteva nell’ottenere i contributi previsti dalla legge 250 del 1990 che prevede “provvidenze per l’editoria”, è stata portata a termine dal 2008 al 2010 ed è emersa durante accertamenti del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza, che ha sede a Roma.










Dopo aver notato l’andamento sospetto delle vendite di un periodico a diffusione locale, gli accertamenti sono stati approfonditi e così i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto casi come quello di un panificio che avrebbe acquistato in un anno 23 mila copie del periodico (cioè mille per ogni uscita) o quello di un giostraio con un volume d’affari di circa diecimila euro all’anno che però, in un anno, avrebbe acquistato giornali per settemila euro.

In realtà, la società di consulenza, tra gli acquirenti delle “vendite in blocco”, teneva le scritture contabili degli acquirenti “fittizi” del giornale. Oltretutto gli stessi acquirenti non hanno riconosciuto le firme sui contratti e il conseguente acquisto dei giornali. Questo è stato l’elemento che ha permesso agli investigatori di calcolare l’esatto numero delle copie vendute e di quelle dichiarate (lo “scostamento totale”, nei tre anni, è pari a quasi 73 mila copie).

Sulla base degli elementi raccolti, il gip di Lagonegro Lucia Iodice, su richiesta del pm Michele Sessa, ha emesso il decreto di sequestro preventivo per equivalente.

– redazione – 


 

 

































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