
Suscita polemiche quanto discusso ieri in Consiglio comunale a Lagonegro dove all’ordine del giorno c’era la mozione per avviare il procedimento di integrazione della denominazione del Comune con la dicitura “Città di Mango”. La mozione, presentata dai consiglieri di minoranza Di Lascio, Iannibelli, Palermo e Mastroianni, non è stata approvata con il voto sfavorevole della maggioranza e quello favorevole del gruppo di opposizione.
“La procedura è prevista dall’articolo 133 comma 2 della Costituzione che attribuisce alle Regioni la competenza a modificare le denominazione dei Comuni su iniziativa dei Comuni stessi e previa consultazione della popolazione – ha spiegato in Consiglio la consigliera Di Lascio -. Lagonegro è luogo di nascita, formazione e residenza di Pino Mango, protagonista ed esponente di rilievo della musica italiana. L’opera dell’artista, che non è solamente la capacità di cantare, ma anche quella di essere autore di aluni testi delle sue canzoni e di libri di poesie e racconti, rappresenta un patrimonio culturale a livello nazionale ed internazionale. Il suo legame con Lagonegro è un elemento identitario per la comunità. La modifica proposta contribuirebbe anche alla valorizzazione turistica. Non ci sono stati intervista o spettacolo in cui Mango non abbia nominato almeno una volta Lagonegro, lo ha sempre tenuto nel cuore e ha sempre precisato di essere di Lagonegro e di vivere a Lagonegro“.
Il gruppo di opposizione ha chiesto di approvare l’avvio del procedimento e di indire un referendum consultivo affinchè i residenti esprimano la propria volontà sulla modifica della denominazione.
“Noi apprezziamo e convidiamo tutte le motivazioni sottese a questa richiesta – ha precisato l’assessore Manzolillo -. Però l’Anagrafe, le imprese e il Comune dovrebbero assumere una mole di lavoro unita ai tempi che potrebbero aggirarsi da uno a tre anni. E’ un processo non ordinario. Mango è stato un grande, ha scalato le classifiche internazionali e ha scelto di restare qui. Oggi abbiamo il dovere di onorarlo ma dobbiamo farlo nel modo giusto. Sostengo che cambiare il nome della città sarebbe la strada meno efficace, un freddo artificio burocratico, quasi un salvarsi la coscienza, un cambiamento statico che, una volta attuato, diventerebbe invisibile. Noi vogliamo che la sua identità sia un battito pulsante, per questo stiamo predisponendo azioni che non vogliamo anticipare“.
La maggioranza pensa dunque ad una rassegna musicale o ad un premio nazionale da intitolare alla memoria del concittadino artista.
“Mi sarei aspettata una proposta diversa – ha replicato la consigliera Di Lascio -. Credo che questo sia il punto di caduta peggiore, perchè riguarda un argomento della comunità e sarebbe stato bene avere un altro tipo di atteggiamento“.
“Non è stato fatto quando c’erano le possibilità da parte di chi ha già amministrato – ha aggiunto il sindaco Falabella -. Cambiare il nome di una città ha conseguenze burocratiche, ma inoltre un nome identifica l’intera comunità. L’opposizione vuole provare a strumentalizzare politicamente una figura di spicco della nostra città. Perchè non lo avete proposto nel programma elettorale? Noi non dobbiamo inseguire i capricci dell’opposizione, abbiamo fatto quello che abbiamo ritenuto opportuno per l’illustre concittadino quando lo abbiamo celebrato nel 2024“.

