La morte del 18enne Alexander Pascuzzo avvenuta per mano di un suo coetaneo a Buonabitacolo ha sconvolto la comunità del Vallo di Diano, mettendo in discussione quella concezione del nostro territorio, percepito fino agli anni ’90 come un’isola felice, libera da violenza e degrado.

Questa degenerazione si deve al sempre minor peso attribuito ad un fenomeno, che trova ormai riscontro nella quotidianità: la diffusione e il consumo di sostanze stupefacenti. Quella avvenuta a Buonabitacolo è una tragedia, che rappresenta il fallimento di una società incapace di cogliere ed andare incontro al disagio di due giovani, perseguitati dallo spettro della delinquenza e della droga.

Ciò che lascia maggior sgomento è la premeditazione del delitto, la violenza con la quale è stato compiuto e la freddezza del giovane, che ha occultato il cadavere ed ha continuato a vivere la sua vita come se nulla fosse accaduto.

Freddezza riscontrata anche nel comportamento omertoso di tutta la comunità, che stenta a parlare dell’accaduto, quasi come se in questo modo si potesse cancellare questa dolorosa disgrazia. Le dinamiche che consentono il costante aumento delle piazze di spaccio vanno ben oltre l’attento controllo che le forze dell’ordine esercitano sul territorio.

In questo contesto la scuola gioca un ruolo fondamentale, in quanto è l’unico deterrente all’ignoranza, causa primaria della delinquenza. La delinquenza, infatti, si alimenta solo dall’ignoranza e questo principio, noi giovani, non dobbiamo dimenticarlo mai!

I ragazzi del laboratorio di giornalismo Brainstorming

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