Sono passati quattro giorni dall’immane tragedia balzata agli onori della cronaca come la “strage di Sassano” che ha causato la morte prematura di Luigi e Daniele Paciello e dei fratelli Nicola e Giovanni Femminella. I momenti di dolore e di rabbia si alternano a quelli di sconforto e di disperazione. Tra la gente, fra gli amici e in strada, tante le parole dette, molti i pensieri esternati e troppa sofferenza.

Tra i visi “tagliati” dalle lacrime, singhiozzi, abbracci degli amici e conoscenti dei quattro angeli c’era anche la poca delicatezza di chi era a Sassano, sul luogo dell’incidente soltanto per fare cronaca, per fare informazione. “Mi hanno fatto una domanda trabocchetto, perché i funerali non verranno celebrati nella stessa chiesa? E’ vero che c’è astio tra le famiglie?, mi ha chiesto una giornalista – ha detto un amico delle quattro vittime – io ho risposto con la verità, che non c’era una chiesa così capiente da ospitare tante persone e che i ragazzi appartenevano a parrocchie diverse, capisco che si sta lavorando, ma infangare e strumentalizzare su una tragedia, come questa, è vergognoso”.

C’è chi parla dei fuochi d’artificio a Sala Consilina in onore dei festeggiamenti di San Michele Arcangelo e fatti esplodere il giorno in cui le salme hanno fatto ritorno a casa. “Ora è il giorno del silenzio, l’Italia lo saprà domani” viene scritto su facebook. Mi chiedo qual è la necessità che si sappia? Per creare ancora dispiaceri, per tenere ancora puntati i riflettori su questa tragedia? Per creare altro dolore?  Ma anche sullo spettacolo pirotecnico salese e sulla sospensione dei festeggiamenti del Santo Patrono, ci sono pareri contrastanti. Qualcuno su un gruppo facebook scrive, infatti:  “Ho appena appreso che stasera non ci sará nessun concerto e luminarie spente per quanto accaduto a Sassano. Non condivido questa scelta anche perché lo scorso anno é toccato a Sala piangere una vittima della strada proprio nei giorni in cui c’erano i festeggiamenti del Santo Patrono e se non ricordo male non é stato fatto nulla. Credo inoltre che non è non festeggiando che si possa rispettare il dolore immane di tre famiglie distrutte, quello c’é e ci sará per tutta la loro esistenza”.

C’è poi chi voleva e vuole tutt’ora strappare qualche parola ai genitori dei quattro ragazzi e chiedere a Lina, Cono, Michele, Maria, Pina e Francesco come si sentono e cosa pensano. Ma cosa possono dire queste tre famiglie logorate, distrutte dal dolore? Cosa possono dire i genitori di Giovanni e Nicola? Che hanno visto morire i figli sotto i loro occhi e non hanno potuto far nulla? Che Nicola qualche minuto prima di morire, ancora agonizzante e falciato dalla furia della macchina ha chiesto aiuto alla mamma? Si può pensare in quel momento cosa ha provato quella povera donna a sentire “Mamma, mamma aiutami” e non poter fare nulla? Vedere il figlio morire un istante dopo?

Cosa si può sentire invece da Pina e Francesco? Che hanno perso un figlio per mano del loro primogenito Gianni. Che un fratello ha ucciso il suo stesso sangue? Si può capire la loro sofferenza?

Michele e Maria invece come potranno entrare nella cameretta di Daniele, respirare il suo profumo, vedere il suo letto i suoi vestiti e non poterlo più abbracciare?

Forse, ora, è il momento del silenzio, quello vero. Basta parole, basta commenti distruttivi. Semplicemente basta. Luigi, Daniele, Giovanni e Nicola meritano di riposare in pace.

Le loro famiglie hanno bisogno di conforto, di abbracci, di aiuti concreti, hanno bisogno di vicinanza, di ritrovare la forza per vivere e non di commenti fini a se stessi. I ragazzi del Vallo di Diano, invece, devono essere accompagnati in un cammino di crescita sana, fatta di valori veri. Le istituzioni civili, militari e religiose, come ha detto il vescovo della Diocesi di Teggiano – Policastro Mons. Antonio De Luca hanno il dovere di seguire i giovani del nostro territorio. “Che queste morti non siano morti inutili, ma devono essere portatrici di vita e accendere in noi adulti un forte senso di responsabilità”.

Quello che tutto il Vallo di Diano può e deve fare per i quattro angeli della “strage di Sassano” è elevare a Dio una preghiera per loro, tenere vivo il loro ricordo e portarli sempre nel cuore.

Giovanna Quagliano


 

7 Commenti

  1. non ci sono parole x quanto e successo tutti i genitori sognano una vita lunga e bella x i loro figli e questo che di questi tempi di crisi i genitori fanno contunui sforzi x non far pesare ai propri figli continuando a fare sacrifici poi inprovvisamente ti crolla il mondo addosso non e facile continuare lo dico x esperienza anchio ho perso un figlio a 22 anni e per questo che dico ai genitori e ai familiari di credere in dio anche se ci ha tolto quanto di piu’ caro come i propri figli coraggio un abbraccio a tutti michele setaro

  2. Maddalena says:

    Cioè può parlare solo la chiesa?
    Il dolore indescrivibile rimane per quelle famiglie. La società invece ha il bisogno, il dovere e il diritto di chiedersi come reagire e che fare e tacitare tutti con la scusa del dolore delle famiglie è una cretinata.
    Forse il dibattito della società potrebbe scuotere anche le istituzioni che dormono, solo qualche mese fa in un altro drammatico incidente hanno perso la vita altri ragazzi a Teggiano e la nostra informazione non ha con sufficiente chiarezza raccontato che quei ragazzi facevano una gara con le macchine. Che significa tutto ciò? Rispetto per le famiglie che soffrono? O è solo un modo per continuare a non voler vedere e a non voler sentire? C’è una responsabilità grossa di tutti noi in quello che accade e far tacere tutti per lasciare la parola solo alla chiesa è come concedersi un alibi per scrollarsi la coscienza. Meglio parlare.

  3. il grande problema è che fra qualche mese tutto torna come prima tranne per le famiglie delle vittime. ognuno torna con le sue abitudini buone o brutte. ognuno ricomincia a pensare ai fatti suoi. gli imbecilli continuano a correre per le strade, altri imbecilli continuano a drogarsi e mettersi alla guida, altri imbecilli continuano a drogarsi nelle scuole. e i genitori? beh i genitori diranno sempre che è colpa degli altri e delle istituzioni MA non daranno mai uno schiaffo ai propri figli scapestrati……MAZZE E PANELLE FANNO I FIGLI SANI E BELLI….

    • Accodandomi a questo commento, anche se in un momento inopportuno, è quello che mi frulla nella testa da quando si è appresa questa tragica notizia…!! Oggi leggevo che le mamme di Sassano vogliono un incontro con il Sindaco per la sicurezza sulle strade. Giustissimo chiedere l’attenzione alle istituzioni, ma prima di chiedere agli altri di proteggere i nostri figli, perché non diamo un valido contributo noi trasmettendo loro il rispetto per le regole…da quelle più banali di buona educazione a quelle più importanti proprio come la diligenza alla guida…????

  4. rosa lina pepe says:

    Magari serve dire basta ai commenti. Il silenzio e chi lo rispetta….. I quattro ragazzi che ormai non possono più dire la loro opinione. Ma comunque che possano riposare in pace, e nella loro pace guidino i loro cari a vivere e nonostante il dolore andare avanti.

  5. pasquale fornino says:

    Purtroppo questa e’ la qualita’ dell’informazione italiana .

  6. Bellissime parole. Basta con i commenti ma unitevi in preghiera x questi angeli. E x le loro famiglie. Che il signore dia a loro sollievo e tanto conforto….. R.I.P ANGELI DEL CIELO

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