Lettera aperta del professor Rocco Cimino

È giusto e sacrosanto scandalizzarsi per lo schiaffo dato dall’insegnante all’alunno e dico con sincerità che ho provato un sentimento di dolore nel vedere quel video che mette in evidenza la fragilità del docente ma anche l’arroganza e il mancato rispetto delle regole da parte dell’alunno.

E ovviamente la stragrande maggioranza delle persone hanno biasimato l’operato del professore ma nessuno dico nessuno si scandalizza per la supponenza, la strafottenza, l’ignoranza dilagante di molti giovani, nessuno o sono solo in pochi a condannare l’uso dei telefonini in classe per copiare temi, versioni di latino, questionari, problemi di matematica, nessuno denuncia i professori che non svolgono seriamente il proprio lavoro, che leggono il giornale in classe, che costringono i propri alunni a frequentare i propri progetti ricattandoli con la promessa dei crediti, che non entrano in classe o perdono tempo nei corridoi a chiacchierare.

Nessuno si scandalizza per i voti gonfiati, per le bocciature non date, per le promozioni facili, nessuno si lamenta se l’insegnante non è preparato a svolgere degnamente il lavoro per cui viene pagato diventando complice del mancato diritto all’istruzione. Certo che il docente ha sbagliato nel dare uno schiaffo all’alunno ribelle a mettere la mascherina ma quell’alunno è figlio di una educazione sbagliata che va ricercata nella famiglia, nella società, nella scuola, in alcuni settori della chiesa che hanno deliberatamente rinunciato ad educare da molto tempo. Infatti molti genitori per rimediare alle loro mancanze, alle loro colpe, alla loro scarsa presenza nell’educazione dei figli concedono tutto coprendoli di regali costosi e permettono tutto e si scagliano con inusitata violenza verbale nei confronti di chi cerca di educarli come molti e bravi docenti che nonostante tutto svolgono con passione la loro professione.

Ci siamo dimenticati delle critiche rivolte a quei pochi, rari, docenti che assegnano compiti per casa perchè i figli non possono andare in palestra, a scuola calcio, a nuoto, a pallavolo, a basket, a musica e…tutto viene prima della scuola ovviamente, anzi la scuola e soprattutto lo studio, la cultura, l’educazione, in questa società dell’apparire vengono dopo sono cose secondarie e marginali.

Le feste, il divertimento, il cellulare ultimo modello, gli abiti firmati, il corpo scolpito, gli occhiali costosi, la macchina potente vengono prima di tutto. E lo studio serio, approfondito, l’impegno, il lavoro, il senso del dovere e del rispetto delle regole sono mal sopportati e va da sè che chi è abituato ad avere tutto senza lottare, senza sudare pretende e non accetta le regole, assumendo comportamenti irresponsabili, disubbidisce con aria di sfida.

Questa è una società malata dove i disvalori hanno travolto i valori autentici del buon vivere, è una società frantumata, disorientata, complessa dove ognuno pensa di essere il depositario della verità universale. Credo che sia arrivato il momento di prendere coscienza dei nostri sbagli come genitori, come uomini, come educatori, è ora di finirla anche con il buonismo sciocco, con i falsi moralismi, con gli psicologi e i pedagogisti da strapazzo che tanto hanno nuociuto alle nuove generazioni.

La famiglia ritorni ad essere il luogo principale dell’educazione, i genitori siano esempio di correttezza, di moralità per i propri figli. E la scuola ritorni ad essere luogo d’istruzione vera ed autentica, palestra di vita.

Il sottoscritto e tanti altri come me è figlio di un’educazione severa, a volte anche troppo e abbiamo ricevuto sberle sonore dai genitori e dai professori ma non siamo diventati nè depressi nè disadattati nè disorientati, nè problematici e non abbiamo fatto ricorso a sostanze…per vivere abbiamo sopportato con coraggio e dignità le prove che la vita ci ha posto davanti senza soccombere.

Ricija tata: “Mazzi e panelli fani li figli belli, panelli senza mazzi fani li figli pazzi”.

Credo che da questo doloroso episodio sia le famiglie sia la scuola debbano trarre il giusto insegnamento.

– Rocco Cimino –

11 Commenti

  1. Pasquale says:

    Che bei tempi quando i maestri davano bacchettate, certamente non erano dei pazzi.
    Qualcosa è restata principalmente il rispetto e un educazione che oggi sono completamente spariti.
    Solo arroganza pura, ormai i ruoli sono invertiti gli alunni sono diventati professori con la complicità dei genitori.
    D’altronde ogni scarrafone è bello a mamma sua

  2. Francesca says:

    Ipotizziamo che ci sia stata arroganza da parte dello studente, va bene! Ma certo il professore non può pretendere di educare con la violenza, in un modo bestiale e con un linguaggio ed una cadenza altrettanto deplorevoli! La scuola è scuola e se ha perso di “importanza e prestigio ” è anche per questi pseudo-professori che molto probabilmente altro non sono se non disperati nullafacenti che hanno tentato l’ultimo concorso utile! Condannero’ per sempre questa vergogna che non giustifico per nessun motivo!

    • Io non giustifico il gesto del professore,gentile signora,ma pongo l’accento anche sulle responsabilità delle famiglia riguardo l’educazione dei figli.

      • In questa lettera, se mi permette, vuole spostare l’attenzione su altre problematiche attuali, che per carità non sono irrilevanti, ma da sempre sono esistite. Nelle scuole i ragazzi più “vivaci” ci sono sempre stati ed io avendo frequentato lo stesso istituto negli anni 90 non ho mai visto un professore reagire così. Personalmente, come (credo anche altre persone), non ho ricevuto mai schiaffi ne a scuola e ne in famiglia…e mi reputo una persona che ha ricevuto l’educazione da ambo le parti. Oggi bisogna essere bravi sia da genitori che da insegnanti ad educare con il dialogo,(punendo se necessario, ma senza violenza)….per chi non ne è capace, ovviamente, ricorre alle mani , che a pensarci è il metodo meno faticoso. Il dialogo richiede molta pazienza e non tutti ne sono dotati.
        L’ignoranza,quindi, conduce anche alla violenza…

  3. Teresa Suero says:

    Grande! Ha pienamente ragione…finalmente qualcuno che dice le cose come stanno… è in atto una preoccupante, scandalosa, inaccettabile deriva

  4. Mariateresa says:

    Condivido in pieno ogni sua parola. L’educazione nasce prima di tutto in famiglia.

  5. Rocco santo subito

  6. sono pienamente d’accordo

    • Grazie.

      • Lattanzi Valeria a says:

        Io credo che bisognerebbe insegnare ai giovani che prima dei diritti ci sono i doveri. E se uno compie bene il proprio dovere non deve andare lontano a cercare i suoi diritti diceva Gandhi.

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