Lettera aperta del professore Rocco Cimino

Scuola è una parola che deriva dal latino schola che significa ozio. Infatti, nell’antichità, la schola era il luogo in cui ci si riposava dal lavoro quotidiano dedicandosi al ragionamento e allo studio.

Nel tempo il termine è stato usato per indicare lo spazio in cui i docenti e i discenti si incontrano ma la scuola non può essere intesa solamente come spazio fisico ma va considerata soprattutto come luogo di apprendimento e di crescita. Compito primario della scuola è l’istruzione e l’educazione.

Io ho amato e amo la scuola, è stata ed è la mia passione, la mia vita e la mia forza. Insegnare è stata una scelta responsabile e non un ripiego e ho cercato, nel corso degli anni di insegnamento, di onorare questa nobile professione cercando di inculcare nei miei studenti l’amore per lo studio serio e approfondito, convinto che solamente la cultura può formare cittadini liberi, capaci di scelte autonome e responsabili. Ma la cultura che cos’è? Secondo il mio modesto parere è tradizione, conoscenza, costume, folclore e riscoprire tutto questo significa riscoprire noi stessi, la nostra storia, gli studi e le scoperte finora raggiunti, e tutto questo richiede impegno, sacrificio, applicazione continua, apertura mentale, sudore, fatica che permettono agli studenti di dilatare i propri orizzonti culturali per poter giungere all’acquisizione di contenuti solidi e alla formazione del pensiero divergente affinchè il discente possa uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni.

Il saper vero, duraturo, personale, scaturisce dall’impegno assiduo e costante. Per questa ragione ho cercato di dare la giusta e doverosa importanza ai compiti assegnati per casa.Il lavoro pomeridiano è utile e necessario per l’apprendimento e chi sostiene il contrario è un pessimo educatore in quanto le conoscenze per essere assimilate ed interiorizzate necessitano di tempo e di studio. Inoltre, dovrebbe essere limitato l’utilizzo scriteriato dei mezzi tecnologici, sono certamente utili se usati in modo appropriato e programmatico e non possono in nessun modo sostituire il ruolo del docente in quanto un bravo docente deve sollecitare, stimolare la fantasia del discente, deve inculcare l’amore per il sacro fuoco del sapere e solo chi è realmente preparato e conosce in modo sicuro la sua disciplina riesce ad accendere la curiosità e l’interesse per lo studio nei discenti.

Tecnologia e studi umanistici devono camminare insieme per evitare che l’uomo diventi un robot poiché se l’uomo diventa troppo tecnologico perde la sua umanità e noi non abbiamo bisogno di macchine ma di uomini che si emozionano, che sbagliano, che cantano, che ridono che sognano, che pensano, che elaborano e che creano.

Allora vorrei una scuola che sapesse accogliere con intelligenza le novità ma che non abbandonasse i metodi fondamentali del buon insegnamento. Ho letto con rammarico e dolore l’affermazione di un intellettuale a dire il vero poco illuminato che suggeriva l’abolizione della lettura dei “Promessi Sposi”. Ma si può esser così ottusi? Capolavori letterari come “I malavoglia”, “La Divina Commedia”, “Il Canzoniere”, “Il Decameron”, “I miserabili” sono eterni e sapranno parlare sempre al cuore e alla mente dei giovani se presentati alla loro attenzione con intelligenza e professionalità.

Tutto dipenderà dalla bravura del docente ovviamente. Una scuola che sappia coniugare presente e passato, che sappia ancora far amare la cultura, una scuola che sia il motore dell’intera società. Una scuola veramente e realmente formativa sarà il vero volano della società. Se la scuola non saprà accettare le sfide della società odierna sempre più complessa, il nostro futuro e soprattutto dei giovani sarà alquanto incerto e privo di prospettive.

Cari giovani amate lo studio e non sprecate il vostro tempo perchè le conoscenze vi aiuteranno a risolvere le vostre incertezze e i vostri problemi e saranno un bagaglio importante a cui potrete sempre attingere durante la vostra esistenza.

Viva la scuola sempre e comunque.

– Rocco Cimino –

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