“La Sanità campana è sull’orlo del collasso”. L’allarme di Cgil, Cisl e Uil provinciali "Occorre un piano straordinario di assunzioni"





























I segretari della Cgil Fp Salerno, della Cisl Fp Salerno e della Uil Fpl Salerno, attraverso un comunicato unitario, si esprimono in merito allo stato di salute della Sanità in Campania. Dopo la grande iniziativa delle tre sigle sindacali nazionali sul tema della Sanità pubblica e privata e alla luce delle criticità emerse che riguardano la nostra Regione i tre rappresentanti convocano gli stati generali permanenti della Sanità in Campania. Una prima iniziativa si terrà nella metà del mese di ottobre presso una struttura sanitaria con i quadri e dirigenti sindacali.

La sanità in Campania è sull’orlo del collasso definitivo – scrivono – i numeri parlano chiaro: sono 16mila gli addetti in meno per effetto del blocco del turn over, il personale in servizio è in pratica pari alla metà di quello definito nei vari atti aziendali di ASL e AO, i posti letto sono 2,9 per ogni mille abitanti contro i 3,6 della media nazionale, e soltanto il 70% sono funzionanti a causa del sottorganico in cui versano le diverse strutture. Sul piano della qualità dell’assistenza, la Campania, sulla base dei dati del Ministero della Salute, Agenas, ISTAT, resta agli ultimi posti della mortalità evitabile, dei livelli essenziali di assistenza, della mortalità infantile e degli immigrati, della qualità dei servizi ospedalieri e territoriali. Di converso, c’è un incremento progressivo di decessi evitabili, dovuti ad una serie di concause che vanno dalle gravissime carenze nell’assistenza dei pazienti critici e dei malati cronici o neoplastici in conseguenza del blocco del turn over e della fortissima riduzione di personale, all’assenza di una rete efficace per le emergenze, di stroke e di strutture essenziali per le aree critiche“.

Un altro primato della Campania riguarda il costo dei ticket sanitari che incide per l’1,9% sulla spesa della famiglia per la sanità, il massimo in Italia in una regione con il reddito procapite tra i più bassi del Paese. “Continua – spiegano i sindacalisti – come conferma il rapporto ISTAT 2018 il fenomeno dell’emigrazione dal Sud al Centro-Nord che ha maggiori strutture di eccellenza e più dipartimenti di emergenza. Mentre in Campania continua lo smantellamento del sistema pubblico, con una riabilitazione privata che fattura 800 milioni all’anno contro il 10% circa di quella pubblica, e l’esternalizzazione dei servizi, che ingrassa il malaffare e produce sprechi rilevanti, al punto che per gli addetti alle pulizie si spende il doppio di quanto costerebbero se fossero assunti. Interi settori di assistenza, come la ginecologia, la diagnostica e l’odontoiatria, sono delegati alle strutture private“.






Siamo di fronte – sottolineano le Segreterie di Cgil, Cisl e Uil –a dati spaventosi, che sono il risultato di una totale assenza di programmazione. Un diritto alla salute nella nostra regione si afferma solo se si procede ad immettere nel sistema medici ed infermieri. Ecco perché è necessario un piano straordinario di assunzioni su cui devono intervenire sia il governo nazionale sia quello locale, una sorta di Piano Marshall per la sanità. Le nostre federazioni, d’intesa con le confederazioni, sono pronte a sostenere una grande vertenza per sconfiggere questa emergenza. E’ una mobilitazione che porteremo avanti con forza e con determinazione, a fianco di tutti i lavoratori della sanità, da anni costretti ad un lavoro massacrante per l’incapacità delle istituzioni e della politica ad immettere nel sistema il personale di cui si ha bisogno“.

– Chiara Di Miele –





































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