
È stata presentata oggi a Roma, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, la terza edizione della Coppa Italia delle Regioni 2026, promossa dalla Lega del Ciclismo Professionistico in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
La Coppa Italia prevede 52 giornate complessive di gare, 40 per gli uomini e 12 per le donne, in 17 Regioni italiane, tra cui la Basilicata e la Campania, attraversando oltre mille comuni. Prevede inoltre due nuove gare a tappe: il Giro della Sardegna, prima prova della stagione che comincerà il 25 febbraio, e il Tour della Magna Grecia.
“La Coppa Italia delle Regioni 2026 di ciclismo professionistico somiglia a una grande rammendatura del tessuto nazionale. E la Basilicata, in questo disegno che profuma di asfalto e di identità, non vuole più restare a guardare il gruppo che passa” commenta il Presidente della Regione Vito Bardi, coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
“Siamo davanti a un salto di qualità che è anzitutto politico – commenta Bardi -. Grazie al lavoro di squadra tra Governo, Regioni e il costante impegno dell’onorevole Pella, abbiamo ridotto quei divari storici tra Nord e Sud che spesso hanno relegato il Mezzogiorno al ruolo di spettatore. Nel 2026 saremo protagonisti”.
Per il territorio lucano, il passaggio della carovana significa attivare filiere locali: turismo, accoglienza, servizi. È quella “economia circolare” dello sport che trasforma il racconto del paesaggio in ricchezza concreta.
Bardi non dimentica il tema che sta a cuore a chiunque monti in sella: la sicurezza. “Non possiamo parlare di promozione del ciclismo se non garantiamo la vita di chi lo pratica – sottolinea richiamando l’urgenza della proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti – È una priorità civile, non un dettaglio tecnico”.
In vista degli 80 anni della Repubblica, la Coppa Italia delle Regioni diventa così il simbolo di un Paese che corre unito. Una competizione che quest’anno spinge forte anche sull’equiparazione di genere, rafforzando le gare femminili per dare un segnale di pari dignità e opportunità. “Quando le istituzioni fanno sistema, i risultati arrivano – conclude Bardi -. La Basilicata è pronta a fare la sua parte in questa corsa verso il futuro, convinta che lo sport sia il miglior collante per una nazione che non vuole lasciare indietro nessuno”.



