Un traguardo importante quello raggiunto dal signor Marino Angelicchio di San Gregorio Magno che ha compiuto un secolo di vita. Questa mattina l’Amministrazione comunale ha voluto festeggiare i 100 anni dello stimato concittadino offrendogli una torta celebrativa. Erano presenti il sindaco, Nicola Padula, gli assessori Vito Iuzzolino e Carla Grippo oltre al parroco, don Roberto Piemonte, che ha dato la benedizione a nonno Marino.

Da giovane fu chiamato alle armi e spedito in Grecia. Dopo l’eccidio di Cefalonia da parte dei tedeschi, i militari superstiti furono imbarcati per l’Italia, ma vennero silurati. Marino si salvò perché non salì su una di quelle navi e arrivò a piedi fino in Albania dove, per un anno, rimase ospite di una povera famiglia di contadini. Lì trovò quel calore familiare che non aveva da tempo. Condivise con loro la povertà e li sostenne nelle malattie, facendo anche venire alla luce un bambino dopo essersi improvvisato levatrice. Proprio di questo episodio nonno Marino ha sempre parlato con il desiderio di rivedere quel bimbo che doveva a lui la vita e che ormai è adulto. Riuscì a ritornare a casa dopo due anni, quando ormai la moglie e la sua prima figlia lo avevano dato per disperso.

In seguito è emigrato in Germania per poco tempo e poi, ritornato in Italia, ha proseguito la sua vita facendo il contadino.

Ha quattro figli, cinque nipoti e due pronipoti che in questa giornata importante gli hanno mostrato tutto il loro affetto insieme agli amministratori e al parroco.

La nostra comunità ancora una volta festeggia un centenario, – ha affermato il sindaco Padula – siamo contenti per il signor Marino Angelicchio e per la sua famiglia, per questo traguardo che rappresenta un bellissimo evento per tutti noi, perchè è la testimonianza che lo stile di vita del nostro paese è tale da permettere a varie persone di raggiungere i 100 anni. Ve ne sono tanti altri che li hanno superati o sono alle soglie dei 100 anni. Si tratta di una testimonianza di valori e di esperienze che in quest’ultimo secolo sono state le più disparate, tra la Guerra Mondiale, la povertà, lo sviluppo, il terremoto, vedere i figli che sono andati via. Quando la nostra comunità si stringe intorno ai concittadini centenari non può che gioire“.

– Chiara Di Miele –

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