Italia, terra di immigrati, ma anche di emigranti interni. Se da un lato la nazione è, infatti, chiamata ad affrontare al meglio il fenomeno legato all’arrivo di persone straniere, dall’altro deve fare i conti con i crescenti trasferimenti da una regione all’altra. Un fenomeno che con la crisi sembra aver ripreso vigore e che, solo nel 2012, ha interessato circa un milione e mezzo di persone. E’ quanto emerge dal primo “Rapporto sulle migrazioni interne” realizzato dall’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e che ha osservato il biennio 2011-2012.

L’indagine evidenzia che, se la ricerca dell’occupazione o di un lavoro migliore sono le motivazioni ancora prevalenti nel guidare lo spostamento da una parte all’altra dell’Italia, sta anche crescendo notevolmente la migrazione intesa come “miglioramento della qualità della vita”.

Per quel che riguarda le regioni, l’Emilia-Romagna è quella che attrae più persone e ne ha complessivamente “guadagnato” 10.273 dal resto della nazione. La provincia di Rimini risulta al secondo posto in Italia, dietro la provincia di Bologna, come meta migratoria interna. Seguono Trentino e Toscana. Il primato negativo va, invece, alla Campania. Nel biennio 2011-2012, infatti, sono stati circa 25.000 i cittadini campani che si sono spostati in altre regioni. Dietro, molto staccate,  Puglia, Sicilia e Calabria.

I migranti interni sono stranieri, che tendono a spostarsi in proporzione maggiore (badanti) ma anche operai, agricoltori, insegnanti e studenti universitari

– Cono D’Elia –


 

Un commento

  1. Ma non avevamo bisogno di extracomunitari che dovevano fare lavori che noi ricchi ITALIANI non volevamo più fare?…azz e poi siamo costretti a emigrare vers il nord noi?…a chi continua a dire che i stranieri sono una risorsa senza cui non si pagherebbero nemmeno più le pensioni….dico una cosa in Salese:IATICI A NGAZZA A DORMI….e pensate un po più agli ITALIANI….

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