Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria a causa della diffusione del Covid-19, ristoranti, pizzerie, pub e attività commerciali di vario genere hanno subito chiusure e restrizioni. Mesi difficili per molti lavoratori e commercianti che hanno dovuto abbassare le serrande dei loro locali e continuare a pagare i tributi e gli affitti, ricevendo dallo Stato poche sovvenzioni.

Da qualche giorno è stata lanciata sui social media la campagna “Io Apro”, una protesta pacifica che prevede l’apertura delle attività commerciali ai clienti. Anche i membri dell’AISP (Associazione Imprese di Salerno e Provincia) hanno aderito alla protesta contro le restrizioni del Governo, infatti martedì sera il proprietario di una pizzeria del centro di Salerno ha servito circa 30 clienti al tavolo e nella serata di ieri sono rimasti aperti un pub in via Vinciprova e un bar in via Ligea.

È una situazione esasperante che vede fortemente penalizzati i gestori di ristoranti, pub, bar e pizzerie. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Penna proprietario di un pub a Salerno, che ha deciso di aprire il locale nonostante la Campania si trovi in zona rossa.

  • Da quando è scoppiata la pandemia molti locali hanno subito restrizioni e chiusure per lunghi periodi. Quali conseguenze ha comportato questa situazione di mancato lavoro?

In questi mesi abbiamo perso tanti soldi. Oltre al mancato guadagno non abbiamo ricevuto l’adeguata comprensione e sostegno da parte delle Istituzioni locali e del Governo. Abbiamo continuato a pagare gli affitti, le tasse e tutte le spese che richiede la gestione di un locale. Ho due locali in affitto e i soldi del credito d’imposta non sono stati sufficienti a pagare il mensile ai proprietari delle mura. Senza tener conto che molti proprietari di locali hanno dovuto licenziare o mettere in cassa integrazione i loro dipendenti. Prima della pandemia avevo 12 collaboratori, al momento posso mantenere solo 4 di loro.

  • Il Governo e gli Enti locali cosa avrebbero potuto fare per tutelare e aiutare la vostra categoria?

Ci siamo sentiti abbandonati da tutte le Istituzioni e ancora oggi non riceviamo un’adeguata attenzione. Il Governo avrebbe dovuto sostenerci in modo sostanzioso a partire dalla sospensione delle tasse e versando la quota intera degli affitti, senza versarci un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione. Anche il Comune di Salerno avrebbe potuto esonerarci dal pagamento della spazzatura, delle insegne luminose e prorogare anche quest’anno l’uso gratuito del suolo pubblico davanti ai nostri locali. Da tempo stiamo cercando di avere un confronto con le Istituzioni locali e nazionali, per far ascoltare le nostre istanze e per la settimana prossima è previsto un tavolo di Governo a cui prenderà parte anche una delegazione delle nostre categorie.

  • L’adesione alla protesta “Io Apro” e la possibilità di servire a tavolo i clienti nei locali cosa rappresenta per la vostra categoria?

Noi vogliamo solo far capire che nei nostri locali si può mangiare in sicurezza, anzi sono molto più sicuri degli Autogrill che non hanno subito restrizioni e dei supermercati, dove i controlli non sono adeguati. Da maggio dello scorso anno ci siamo adeguati alle norme Covid, disponiamo i clienti in modo da avere l’adeguata distanza di sicurezza e soprattutto effettuiamo continue sanificazioni. Siamo disposti ad aumentare anche le distanze di sicurezza tra i clienti, ma ci devono lasciar lavorare.

– Rosanna Raimondo –

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