l43-giovanni-cafaro-140508124046_bigE’ salito alla ribalta nazionale, dopo essersi letteralmente inventato il lavoro. Stiamo parlando di Giovanni Cafaro, 41enne nato a Salerno, ma residente a Milano da circa 12 anni. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione a Fisciano, si è trasferito in Lombardia, dove ha lavorato per ditte ed Enti pubblici nel settore del marketing e delle pubbliche relazioni. Disoccupato, a seguito del trasferimento all’estero dell’azienda presso la quale lavorava, ha inventato una nuova figura professionale: il codista. In pratica fa le code per gli altri, per chi non ha tempo o voglia di farle e sbriga pratiche burocratiche e faccende varie, per un compenso orario di € 10,00. A lui, a distanza di diversi mesi dall’inizio della professione, abbiamo chiesto, tra le altre cose, come sta andando l’attività e quali sono i progetti in cantiere

D. – Com’è cambiata la sua vita da quando si è inventato la professione di codista?

R. – “La mia vita ovviamente è cambiata in meglio. In primis perché lavoro e rendo un servizio utile ai miei clienti, che altrimenti sarebbero impossibilitati. Poi perchè ho inventato e faccio un lavoro che mi piace e mi diverte. Un lavoro originale ma io adoro le code e la burocrazia. Molti mi fanno i complimenti e questo mi fa piacere”

D. – Chi è che principalmente si rivolge a lei?

R. – “I miei clienti sono variegati e trasversali, si va dal libero professionista, avvocato, commercialista, imprenditore, all’impiegato o ad anziani e disabili. Tutti accomunati, in sostanza, dalla mancanza di tempo ma anche dal fatto di volersi affidare ad una persona di fiducia e seria che risolva le loro code, le pratiche e le incombenze”

D. – Quali pratiche sbriga e in quali uffici? E di media quante ore di coda fa ogni giorno?

R. – “Le pratiche variano da persona a persona. Mi reco in tutti gli uffici pubblici di Milano, Poste, Agenzia delle entrate, Asl, Camera di commercio, Inps, Catasto, Pra, Tribunale, Comune , Equitalia, etc. Le ore di code sono relative. Dipende dai periodi relative alle scadenze, dalle pratiche da fare  e dai clienti di quel giorno o della settimana. Possono essere due ore al giorno ma anche quattro”

D. – Quanti la contattano, chiedendole come si fa a diventare codisti?

R. – “Anche in questo caso il dato è variabile. A volte mi contattano una o due persone, altre anche dieci o venti al giorno. Ad oggi ho ricevuto oltre 500 richieste di aspiranti codisti praticamente da ogni regione”

D. – E’ possibile immaginare uno o più codisti in ogni città d’Italia?

R. – “Credo che in ogni città possa esserci e servire un codista, anche personale, al quale affidare le code e le proprie pratiche e commissioni. Deve trattarsi, però, di persone serie, affidabili, precise ed informate, che conoscano le leggi e la burocrazia, che siano dotate di calma e pazienza. E che abbiano anche voglia di lavorare…”

D. – Quali i progetti per il futuro?

R. – “Tra i progetti futuri c’è quello di aprire delle agenzie di codisti in varie città, di poterli formare e assumere, dando loro una possibilità concreta di lavoro. Sarebbe bello poter offrire un’opportunità a tante persone che, a causa della crisi, non lavorano o perdono il lavoro”.

– Cono D’Elia –


 

Un commento

  1. Il lavoro se non c’è lo si inventa. Bravo

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