Ha subìto una battuta d’arresto, causa intoppi burocratici, il cammino che avrebbe potuto finalmente condurre il giovane infermiere battipagliese, Emanuele Scifo, che da anni combatte contro una rara malattia chiamata Cipo, ad affrontare un delicatissimo trapianto multiorgano a Miami.

Un intervento, l’unico, che può salvargli la vita. Emanuele, per continuare a vivere, ha bisogno del trapianto di cinque organi: stomaco, duodeno, pancreas, milza, intestino tenue e intestino crasso. Costo dell’operazione: poco meno di 1,3 milioni di euro. La vicenda di Scifo ha mobilitato le coscienze dei cittadini dell’intera provincia salernitana e non solo. Una battaglia di solidarietà ha preso il via. Raccolti in pochi mesi circa 250 mila euro. Una cifra enorme, ma irrisoria se rapportata al costo proibitivo dell’operazione. Tra luglio e agosto l’intervento dell’Asl che, per mezzo della Regione, con una delibera, ha messo a disposizione del ragazzo 660mila euro. Di questi soldi, tuttavia, neppure l’ombra.

Il finanziamento, che comunque non avrebbe coperto definitivamente il costo, ma che certamente avrebbero costituito una garanzia per la clinica statunitense,  resta, per ora, solo sulla carta. Intanto i giorni passano, e più il tempo stringe, più le possibilità che Emanuele riesca a sottoporsi al trapianto diminuiscono. Una data su tutte, che si fa sempre più vicina: quella del 5 dicembre, giorno in cui Emanuele sarà costretto ad iniziare ad affrontare gli interventi demolitivi a Bologna. Interventi che, inevitabilmente, lo condurrebbero a un destino non felice.

Una delibera fatta ma ancora inoperativa,  – scrive Scifo dalle pagine di Facebook –  soldi che ancora mancano ed io, con il mio nemico silenzioso, mi sto avvicinando ad un punto di non ritorno”. Solo l’azione del Governo Centrale può servire a sbloccare la situazione, ci spiega Emanuele. Intanto il web continua a mobilitarsi, con una versione cilentana del famoso Ice Bucket Challenge, che contribuisca a reperire altri fondi. In nome di un diritto costituzionalmente garantito, che è quello alla Salute, ad Emanuele Scifo non deve essere negata la possibilità di continuare a vivere. E un Paese civile non può restare a guardare.

– Annachiara Di Flora – 


 

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