Costel Tudorache, Alexandru Miahita Leonte, Ionut Constantin Enache, Florentin Mirel Tanase sono i nomi dei rom residenti nel campo nomadi di Arzano che, tra il 2018 e i primi mesi del 2019, hanno letteralmente fatto razzia nelle zone industriali di Sala Consilina, Atena Lucana e Montesano sulla Marcellana perpetrando furti ai danni di numerose aziende del posto. Sono gli indagati dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a firma del Gip presso il Tribunale di Lagonegro, dottor Mariano Sorrentino, frutto dell’indagine “Ombra”, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina e sfociata all’alba di mercoledì in una maxi operazione condotta dai militari dell’Arma proprio nel campo nomadi dell’hinterland napoletano.

Un raid di furti, tra l’8 e il 12 dicembre del 2018, mette in allerta i Carabinieri della Compagnia valdianese. Prendono il via le indagini. In pochi giorni, infatti, i ladri fanno visita ad un’azienda di vernici nella zona industriale di Sala Consilina e a quattro aziende di ortofrutta e lavorazione di legno, vetro e ferro ad Atena Lucana. I tempi ed il modus operandi, oltre a due guanti della stessa coppia ritrovati divisi in due capannoni derubati, fanno subito intuire che si tratta della stessa banda. Inoltre i ladri portano via da due aziende anche dei telefoni cellulari che in seguito, come rilevato dai tabulati telefonici, sono stati utilizzati. Le intercettazioni successive hanno permesso di capire che Leonte, l’utilizzatore del cellulare rubato, si interfacciava con suoi connazionali dediti a traffici illeciti e che, in occasione dei furti notturni, aveva il compito di fare da “autista” ai complici, portandoli in auto verso le aziende da svaligiare, facendo da palo durante il colpo per poi attendere il resto della banda e fuggire utilizzando la vicina A2 del Mediterraneo.

Agli inizi del 2019 la banda è entrata in azione anche in provincia di Frosinone, così come è emerso man mano dalle intercettazioni. Il modus operandi era sempre identico: decidevano di commettere un colpo dicendosi a telefono di “andare a lavorare” (utilizzavano sempre schede SIM fittiziamente intestate a pakistani) poi si riunivano nel campo nomadi, sceglievano l’auto da usare e la zona da colpire. Leonte faceva scendere in autostrada i suoi complici che, a piedi, raggiungevano i capannoni da derubare. Non avevano mai un obiettivo preciso, ma facevano razzia all’interno di più aziende vicine.

Tanti i dettagli che sono stati utili a mettere fuori gioco la banda di rom e, tra questi, il guanto smarrito. Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2018 i ladri hanno fatto irruzione in una ditta di lavorazione del ferro ad Atena Lucana rubando vari attrezzi. La mattina, durante i rilievi, i Carabinieri trovano un guanto di gomma della mano sinistra non appartenente agli operai. Lo aveva perso uno dei ladri nella fuga e quello della mano destra era stato ritrovato in un’azienda vicina svaligiata nella stessa notte di un bottino di circa 40mila euro.

I furti commessi dalla banda dell’indagine “Ombra” nel Vallo di Diano sono avvenuti ai danni di una ditta di apparecchiature elettriche, di un’azienda di ortofrutta, di una che lavora il legno, di un’altra che si occupa di lavorazione del ferro, di una vetreria, di due aziende alimentari e di un’officina meccanica ad Atena Lucana, di una concessionaria di Polla da cui furono asportate diverse auto in seguito ritrovate (in un’intercettazione Leonte parla con un’altra persona e racconta del furto commesso a Polla. “Ce ne siamo portate tre” dice riferendosi alle auto), mentre nel gennaio del 2019 è stata rubata un’altra vettura a Montesano e a marzo i rom hanno fatto irruzione in un’azienda di pneumatici di Sala Consilina.

Il 15 marzo 2019 la banda fu già fermata e arrestata lungo l’A2 del Mediterraneo dopo aver tentato un furto nella notte ai danni di un’azienda di Lauria. La recente ordinanza del Gip Sorrentino e l’operazione di mercoledì hanno suggellato la minuziosa e certosina indagine dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sala Consilina.

– Chiara Di Miele –


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3 Commenti

  1. ROCCO FRANCESCO says:

    ….ora servirebbe un po’ di acido per placare I bollenti spiriti..nn capisco cosa si aspetta x radere al suolo questi maledetti centri rom…..

  2. E adesso galera di notte… E il giorno 16 ore a spaccare pietre in cava con mazza da 15g…
    E come si fermano… Calci nello stomaco..
    Che immondizia che ci siamo portati in ITALIA!

    • GIUSEPPE MANZIONE says:

      premesso che non si ruba e non bisogna giustificare nessun comportamento illegale ti vorrei ricordare che non è detto che i rom siano stranieri e che neanche gli italiani in passato si siano distinti sempre per comportamenti corretti vedi la mafia in america etc.

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