Vogliamo sentirci al sicuro. Rompiamo questo velo di omertà” è stato il monito lanciato dalle mamme di Sassano all’incontro che si è tenuto questa mattina, presso la Sala Giunta della Casa Comunale del piccolo centro del Vallo di Diano.

La riunione è stato il frutto della volontà dei genitori degli alunni dei plessi scolastici sassanesi a chiedere alle istituzioni maggiori e seri provvedimenti per tutelare e garantire sicurezza ai giovani del territorio. All’incontro con il primo cittadino Tommaso Pellegrino, erano presenti anche il capitano della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina Emanuele Corda, il Maresciallo dei Carabinieri della locale Stazione Francesco Nasti, il sindaco di Atena Lucana Pasquale Iuzzolino ed una rappresentanza di giovani ed insegnanti.

Troppe volte ho assistito con i miei occhi a corse e gare spericolate con le auto sulle nostre strade, ho visto ragazzi che premendo l’acceleratore hanno imboccato contromano la rotatoria di Silla. Ora basta, non possiamo più permettere altre tragedie simili a quella di domenica scorsa. Sono morti dei nostri figli. Le istituzioni devono garantirci sicurezza una volta fuori dalle nostre case – ha detto una delle mamme presenti – denunciamo, segnaliamo quando ci troviamo di fronte questi casi, possiamo salvare delle vite”. “Che questa rilevanza mediatica che abbiamo avuto in questi giorni non sia fine a se stessa ma possa aiutarci a far cambiare qualcosa” ha replicato un altro genitore .

Oltre alla sinergia che dovrebbe esserci tra i cittadini, la scuola e le istituzioni civili, militari e religiose del Vallo di Diano per proteggere le giovani generazioni, le mamme di Sassano hanno anche sottolineato  la rilevanza dell’educazione all’interno delle mura domestiche: “La prima agenzia educativa siamo noi, sono i genitori – ha detto una signora presente all’incontro  – siamo noi a dover insegnare ai nostri figli a rispettare la segnaletica stradale e chi ci sta intorno, a mettere l’auricolare per una telefonata in macchina, noi abbiamo il compito principale di educarli, un no ogni tanto fa anche bene”.

Il sindaco Tommaso Pellegrino ha prontamente accolto le richieste delle mamme presenti nella Sala Giunta: “Sassano si candida ad essere il simbolo di una battaglia di civiltà, se non prendiamo seri e concreti provvedimenti per tutelare i nostri giovani a questa tragedia ci sarà sempre un dopo – ha detto il primo cittadino – Chiederemo al Prefetto un decreto specifico per ritenere le nostre strade urbane, strade a scorrimento intensivo, in modo da poter installare un autovelox mobile e garantire maggiore sicurezza, faremo richiesta anche dell’autorizzazione per posizionare dossi nei punti più sensibili, quali le scuole e gli incroci. Ci stiamo attivando per installare altre telecamere che oltre a riprendere la circolazione, riescono a fotografare le targhe dei mezzi, in modo da facilitare l’identificazione dei soggetti. Infine –  ha concluso Pellegrino –  è necessaria la collaborazione di tutte le istituzioni e quella dei cittadini per segnalare ed individuare soggetti che rappresentano un pericolo per la sicurezza stradale”.

Solidarietà è stata espressa alla comunità sassanese da parte del sindaco di Atena Lucana, Pasquale Iuzzolino che accompagnerà Sassano e tutto il Vallo di Diano in questa vera e propria “battaglia di civiltà”.

Giovanna Quagliano

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6 Commenti

  1. Marco Mirra says:

    siamo alle solite discussioni all’italiana… e guarda caso si manifestano subito dopo una tragedia… e che si concluderanno non appena si spegneranno i riflettori sull’evento e si ritorna alla crudele “normalità” è ora di una profonda-radicale rivoluzione culturale che parta dall’alto e deve coinvolgere tutti ma prorio tutti! ce la faremo? nutro forti dubbi.

  2. Pasquale says:

    Ricordo al sindaco Iuzzolino che ad Atena come il tutti i paesi del Vallo esiste lo stesso fenomeno, ragazzi incoscienti che sfrecciano per le strade del centro cittadino. Sarebbe opportuno prevenire fenomeni come quello accaduto a Sassano facendo più fatti e meno parole.

  3. Bravo senatore, il No va detto

    • Mario Senatore says:

      Grazie!
      Scoprire che anche solo un’altra persona condivide il nostro pensiero, ci dice di non essere soli e c’incoraggia…

      Mario Senatore

  4. Mario Senatore says:

    Di tutte le cose che ci accadono intorno, in maggiore o minore misura siamo tutti responsabili (per connivenza, condiscendenza, latitanza, opportunismo, “convenienza”, vigliaccheria, ecc.). Dobbiamo convincerci di ciò e quindi, anche per onorare la memoria dei quattro Ragazzi così tragicamente periti, dobbiamo concretamente fare fronte comune e cambiare atteggiamento senza preoccuparci di diventare “antipatici” o “scomodi” agli altri (che siano amici o nemici, figli o parenti). L’importante è che per una buona e serena convivenza civile, si esiga che tutti e ciascuno impieghino saggezza e pretendano il rispetto delle norme che regolamentano, appunto, la vita.

    Questo vale anche per la Signora dell’articolo che sostiene di aver visto personalmente trasgressioni (che, poi, generano situazioni tragiche) e non le ha denunciate con forza (magari ricorrendo all’Autorità Giudiziaria, in caso di non intervento da parte di chi ne è preposto, per omissione). L’altra Signora sostiene opportunamente che “un no ogni tanto fa anche bene”. E’, questo, un modo di dire ma ritengo volesse sostenere (come sostengo io) che il “NO” va detto e sostenuto ogni qualvolta è necessario dirlo e sostenerlo… che piaccia o non piaccia. Una volta i genitori dicevano: “…E’ meglio che piangono loro (i figli) che piangiamo noi…” Il fatto è che diventa più facile e sbrigativo dire “sì” anziché “no”. Quest’ultimo provoca dissenso, crea malumori, impone spiegazioni, e poiché stiamo aborrendo sempre più le cose impegnative (anche se sono valide) ed optando per le cose facili che, oltretutto, proprio perché tali, le fanno tutti, allora si scivola in un pemissivismo progressivo che allontana da ogni faro di riferimento che permetta di seguire la giusta rotta nel burrascoso mare della vita (oltre a rendere “asociale” chi riceve un’educazione più ligia).

    Bene hanno fatto i Cittadini di Sassano ad incontrare il Sindaco ma mi permetto di suggerire di farne tanti altri tra loro per
    sinceri, onesti, costruttivi confronti e poi allargarli agli educatori, agli amministratori ed a quant’altri senza mai cedere i un centimetro nel procedere al perseguimento dell’obiettitvo comune: la sicurezza e la crescita reale e globale dei ragazzi. Tutto questo richiede tempo, impegno, tolleranza, rispetto, “fastidio”, coraggio. In altri termini, tutto questo è un lavoro! Ma, quello che si fa ogni giorno nell’ufficio, nella fabbrica, nel terreno, nell’esercizio commerciale, ecc. non è lavoro? E non lo si fa soprattutto per garantire ai figli un futuro sicuro e migliore? Ebbene, anche l’impegno civile di cui si diceva, dev’essere visto (perché lo è) un lavoro mirante alla tutela dei singoli giovani ed alla crescita dei futuri uomini di Sassano, responsabili e fieri.
    Allora Sassano sarà veramente una realtà da emulare e realmente onorerà la morte dei suoi quattro giovani Figli, testimoniando coi fatti di farli vivere nel cuore e, grazie a Loro, di contribuire a rendere il mondo migliore.

    Ai cari Ragazzi va il mio pensiero ed una preghiera.

    Mario Senatore

  5. La settimana prossima comincerà a muoversi,concretamente, qualcosa sul fronte della sicurezza stradale nel Vallo di Diano.

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