Ha suscitato scalpore e indignazione quanto accaduto lo scorso 2 luglio a Oppido Mamertina (RC) quando, durante la processione della Madonna delle Grazie, la statua è stata fermata e fatta inchinare dinanzi alla casa di Peppe Mazzagatti, un boss ‘ndranghetista condannato all’ergastolo per omicidio e associazione di stampo mafioso e che dal 2003 sconta la sua pena ai domiciliari per problemi di salute. L’insolito quanto ingiurioso gesto è accaduto sotto gli occhi del parroco, del primo cittadino e dei carabinieri. Proprio il maresciallo Andrea Marino, indispettito da quella che può essere considerata anche un’offesa alla divisa e agli uomini che lottano contro la criminalità organizzata, ha lasciato il corteo religioso, ha ripreso le immagini e ha così fatto in modo innanzitutto che venisse aperta una relazione d’indagine e poi che la notizia, a macchia d’olio, scandalizzasse tutta Italia.

Proprio in merito a questa calda e delicata questione molteplici sono state le reazioni di istituzioni civili e religiose. Tra queste ultime la condanna di monsignor Angelo Spinillo, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana ed ex vescovo della diocesi Teggiano-Policastro, riguardo all’invito fatto dal parroco di Oppido a prendere a schiaffi un giornalista de Il Fatto Quotidiano presente in chiesa. Un’ “istigazione non cristiana e non civile” ha dichiarato monsignor Spinillo a ilfattoquotidiano.it .”Si rimane molto perplessi di fronte alla divulgazione di notizie che portano alla conoscenza di tutti di avvenimenti che non sono quelli che la Chiesa vorrebbe, soprattutto quando si istiga ad azioni contro le persone e contro la verità dei fatti. Si possono avere opinioni diverse – continua Spinillo – magari condizionate da una tradizione che non riusciamo ancora a superare, ma non è possibile che ci siano forme di istigazione di questo tipo che non sono né cristiane né civili e che minano il rispetto del ruolo e della persona“.

– Chiara Di Miele –


 

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