In attesa della prossima udienza del processo, prevista per il 30 gennaio, e nonostante l’incombente spettro della prescrizione,   l’inchiesta Chernobyl sul traffico e lo smaltimento di rifiuti illeciti nel Vallo di Diano va avanti. La questione continua a tenere banco e a richiamare l’attenzione del Vallo di Diano e non solo. Proprio nella mattinata di ieri, il giornalista di Rai3, Fabrizio Feo, noto anche per le sue inchieste  sulla camorra e sui rapporti tra crimine organizzato e politica, è stato in visita nel Vallo di Diano.

Un sopralluogo, quello di Feo,  tra i luoghi finiti nel mirino dell’inchiesta Chernobyl, partita sette anni fa dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed ora coordinata da quella di Salerno.  A guidare il giornalista salernitano nel suo “tour” fra i terreni che, secondo l’inchiesta, sarebbero stati interessati dallo smaltimento di rifiuti tossici,  il presidente del Codacons Vallo di Diano, Roberto De Luca,  una delegazione di “Diano in piena”, gruppo che coinvolge numerose associazioni ambientaliste attive sul territorio, oltre a diversi giornalisti e comuni cittadini interessati alla questione.  Nel corso del sopralluogo si è sottolineato il fatto che, nonostante l’inchiesta in questione, al contrario di quella sulla Terra dei Fuochi, abbia  prodotto una mappatura dei terreni in cui sarebbero stati sversati e sotterrati fanghi velenosi, poco ancora è stato fatto. Intanto, dopo che la Comunità Montana Vallo di Diano ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo Chernobyl, in corso di svolgimento, anche altri enti pare siano intenzionati a seguire la stessa rotta, fra questi il comune di San Pietro al Tanagro.

– Annachiara Di Flora – ondanews –

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