Nessuno ci pensa mai, ma gli alimenti possono interagire con i farmaci. L’interazione non è immediata, è variabile e può manifestarsi anche dopo molto tempo, arrivando anche a variare l’assorbimento e l’eliminazione del farmaco.

Per questo motivo i farmaci si assumono in maniera diversa: a stomaco pieno, lontano dai pasti, lontano dai latticini, ecc.

Uno dei casi di interazione più studiato negli ultimi anni è quella tra i medicinali e il succo di pompelmo. Il pompelmo è un frutto che contiene tante sostanze importanti per il nostro organismo. È ricco di antiossidanti (flavonoidi) e vitamine A, B e C. È meglio non assumere farmaci e pompelmo insieme, perché anziché aiutare la salute potrebbe diventare un avversario abbastanza pericoloso.

Il frutto può aumentare la biodisponibilità del principio attivo contenuto in alcuni farmaci. In altre parole assumere un medicinale insieme ad una spremuta di pompelmo crea una specie di sovradosaggio. Il rischio non cambia se si assume il frutto intero, in forma di succo o come marmellata. Ovviamente l’effetto è soggettivo e dipende dal tipo di farmaco e dalla quantità di frutto assunto.

Secondo alcuni ricercatori basterebbero solo 200-250 ml per produrre un’interazione. Alcuni farmaci come gli antipertensivi, calcio-antagonisti, (verapamile, diltiazem, amlodipina), statine, antiaritmici, antistaminici, immunosoppressori, mostrano una biodisponibilità (concentrazione del farmaco nel sangue) che può aumentare fino al 200% in seguito all’assunzione del succo di pompelmo, ma l’aspetto forse più sorprendente è che questa interazione persiste per più di 72 ore. I flavonoidi del pompelmo, interagendo con lo stesso meccanismo del medicinale con il quale vengono metabolizzate ad esempio le statine, causano un accumulo di statine nel sangue con gravi conseguenze a livello epatico, portando in alcuni casi danni ai tessuti muscolari (rabdomiolisi) con ripercussioni sul sistema muscolare e renale.

È stato dimostrato che assumere simvastatina (farmaco per il controllo del colesterolo) con un bicchiere (circa 200 ml) di succo di pompelmo, 2 volte al giorno per 3 giorni di seguito, causa un incremento della concentrazione del farmaco di ben 16 volte.

Il succo di pompelmo interferisce anche con il metabolismo di alcuni farmaci utilizzati per il trattamento di malattie reumatologiche, ad esempio l’artrite reumatoide.

La lista dei farmaci che possono interferire con il succo di pompelmo è lunga ed include medicinali di uso quotidiano come gli antibiotici (l’eritromicina), le ciclosporine, gli ansiolitici e antidepressivi come il Valium e il Seroquel, farmaci antipertensivi come felodipina, losartan, nifedipina, e fluidificanti del sangue come Eliquis, Xarelto e Plavix. È bene quindi evitare di assumere pompelmo se si sta facendo una terapia con questi medicinali. Ovviamente non si deve eliminare totalmente il pompelmo dalla propria dieta, ma essere informati che in associazione con determinati farmaci è meglio evitare l’assunzione del frutto in qualsiasi forma.

– Monica T. Gallo –

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