“Il Vallo di Diano deve cogliere le opportunità del Recovery Plan” – del Presidente del Consorzio di Bonifica Beniamino Curcio

Il Vallo di Diano ha bisogno di un Piano Strategico che sappia conciliare messa in sicurezza e sviluppo sostenibile del territorio, avendo come filo conduttore la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela e valorizzazione dell’ambiente. Non c’è più tempo da perdere. Ora è il momento di ri-pensare e ri-progettare il nostro futuro perché ora l’Unione Europea ci ha consegnato la possibilità, per la prima volta dopo il dopoguerra, dell’utilizzo di ingenti risorse, soprattutto attraverso il Recovery Fund. Per cogliere questa opportunità bisogna innanzitutto vincere la sfida dei progetti e della capacità di realizzarli. Vanno, perciò, selezionati pochi progetti, ma che abbiano una grande valenza strategica ai fini del rilancio e della riorganizzazione della nostra area. Ma anche progetti che puntano all’integrazione tra territori, assolutamente indispensabili per elevarne il livello di competitività, come nel caso della “Strada del Parco”, da far scorrere per il Corticato. Il Consorzio di Bonifica, per la sua storia, la sua mission e la sua capacità progettuale, può e deve essere un attore importante per raccogliere questa grande sfida epocale. Va fatto, però, un grande lavoro di concertazione tra i vari Enti territoriali al fine di definire un piano strategico di opere organiche, concrete e utili al territorio, superando la logica degli interventi disarticolati, frutto di iniziative autonome da parte dei singoli Enti, che, molto spesso, sono prive di una visione comune delle reali esigenze territoriali e delle direttrici dello sviluppo locale. Ritengo che tre sono gli elementi centrali attorno ai quali costruire il piano strategico: acqua, territorio, beni culturali. Il Consorzio è da quasi un secolo che si occupa di acqua e territorio, un legame inscindibile che incide sul paesaggio, sulle persone, sull’assetto urbanistico ed infrastrutturale, oltre che sull’assetto delle attività produttive, in primis dell’agricoltura, chiamata a svolgere la duplice funzione di “creare economia” e di “tutelare l’ambiente”, garantendo con la propria presenza il prezioso ed insostituibile presidio ambientale e l’utilizzo oculato della “risorsa acqua”. Ecco perché il Consorzio può svolgere un ruolo da protagonista nella governance istituzionale che dovrà tirare fuori il piano strategico. Dare impulso all’attività progettuale del Consorzio è senz’altro uno degli obiettivi primari che mi sono prefissato all’atto dell’insediamento alla guida dell’Ente, avvenuto poco meno di tre anni fa. Una necessità per dotare il Consorzio di un adeguato “parco progetti”, senza il quale l’Ente è costretto a “disertare” sistematicamente i vari bandi di finanziamento che si susseguono in ogni ciclo di programmazione. Ma anche una necessità per far sì che si aprisse un “corso nuovo e diverso”, con un Consorzio capace di affrontare le nuove sfide della “bonifica moderna”: riqualificazione e valorizzazione dell’ambiente e dei territori rurali, sostegno alle aziende agricole, diversificazione dell’offerta turistica, con interventi che coinvolgono i sistemi fluviali, tutela del territorio, sviluppo locale. Un auspicio che siamo riusciti a tradurre in azioni ed iniziative progettuali concrete, nonostante il breve tempo che abbiamo avuto a disposizione e nonostante l’aggravante del COVID-19. Abbiamo sviluppato, infatti, un’ampia progettualità che risponde a criteri di multifunzionalità; una progettualità, cioè, in grado di farsi carico delle “nuove esigenze” che provengono dal territorio e dallo stesso settore agricolo, chiamato ad un assetto sempre più competitivo e ad esaltare la qualità e la sicurezza delle proprie produzioni. Una progettualità in grado di affrontare le innumerevoli criticità di natura idraulica con un approccio innovativo che privilegia l’attività di prevenzione e di mitigazione dei rischi alluvionali ed idrogeologici, superando la cultura dell’emergenza. Una progettualità che tiene conto degli effetti deleteri dei cambiamenti climatici in atto, destinati ad acuirsi inesorabilmente anno dopo anno e che, oltre a rendere più fragile il nostro territorio rispetto agli eventi alluvionali, creano situazioni di pesante “crisi idrica” in relazione alle ricorrenti stagioni siccitose, rispetto alle quali occorrono risposte che vanno nella direzione del potenziamento e dell’efficientamento delle infrastrutture irrigue, anche con opere destinate a trattenere l’acqua piovana, risorsa, questa, fortemente sprecata nel nostro Paese.

Sono convinto che l’iniziativa più importante del Consorzio riguardi il progetto “Regolazione dei deflussi della parte alta del bacino idrografico del Fiume Tanagro e utilizzo delle acque in agricoltura”. Un progetto, questo, che si identifica con la DIGA nel Comune di Casalbuono, ma che è molto più articolato, prevedendo opere di estrema importanza per la diffusione dell’irrigazione a caduta (con notevoli risparmi energetici), non solo nel Vallo di Diano ma anche nel bacino del Mingardo (Sanza) e nella Piana del Sele, per la produzione di energia elettrica, per la messa in sicurezza del Fiume Calore Tanagro, per la riqualificazione e valorizzazione degli ambiti fluviali e per lo sviluppo di attività turistico ricreative di tipo naturalistico, con percorsi tematici in grado di connettere ed integrare agricoltura, beni culturali, centri storici e risorse ambientali e paesaggistiche, a partire da quelle di maggiore pregio: “Cervati”, “Foresta storica regionale “Cerreta-Cognole” e “Sistema Fluviale”. Abbiamo come Consorzio già approvato lo studio di fattibilità che ci ha permesso di aderire ad un bando pubblico del Ministero delle Politiche Agricole con il quale vengono finanziate progettazioni relative ad opere strategiche di rilevanza nazionale nel campo delle infrastrutture irrigue, degli invasi, della bonifica idraulica e della difesa dalle esondazioni. Un bando, questo, che ci ha stimolato a “pensare in grande”, nella piena consapevolezza che da noi sussistono tutti i presupposti per costruire e realizzare un GRANDE PROGETTO, il cui costo stimato, solo per il 1° stralcio, già inviato al Ministero, è di circa 100 milioni di euro. Una progettazione integrata, innovativa, in grado di far fare un salto di qualità al nostro territorio e di porre le basi per lo sviluppo di altre iniziative di tutela ambientale e di crescita socio-economica. Un progetto, quindi, non del Consorzio, ma del territorio, che merita di essere candidato con il Recovery Plan e/o con altre fonti di finanziamento.

Altra iniziativa di interesse per la nostra area riguarda il progetto “Irrigazione dell’Area del carciofo bianco”. Una vecchia idea progettuale che è stata ripresa, aggiornata ed integrata con nuove opere ed oggi il Consorzio dispone di una progettazione esecutiva e cantierabile, già candidata nel mese di settembre 2020 con il bando del Ministero delle Politiche Agricole – fondi FSC 2014-2020 (oggi in fase di valutazione) e presentata pochi giorni fa per la candidatura a finanziamento con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Parliamo di opere ed interventi per un importo di 4.115.000 euro, concentrati per la maggior parte nell’areale vocato alla coltivazione del carciofo bianco nel Comune di Pertosa. Il PNRR mette a disposizione 880 milioni di euro per le opere irrigue. Fondi che, aggiunti ai 440 milioni di euro già disponibili da parte del Ministero delle Politiche Agricole, porta ad 1,3 miliardi di euro l’ammontare a disposizione per investimenti che consentono di affrontare in maniera strutturale le continue crisi idriche dovute non solo alla scarsità delle risorse ma anche ai cambiamenti climatici in corso, assicurando al tempo stesso un uso dell’acqua per fini irrigui più virtuoso, più efficiente e più sostenibile. Il 40% di tali fondi è destinato al Sud.

Consapevoli di ciò, ma consapevoli anche che l’irrigazione è una condizione essenziale per consolidare nella nostra zona un’agricoltura di qualità e sempre più competitiva, all’altezza delle sfide del mercato globale, abbiamo ritenuto dover candidare, sempre agli inizi di questo mese e sempre con il PNRR, un altro importante progetto dal titolo “Lavori di ammodernamento e ottimizzazione dei sistemi irrigui consortili alimentati con reti in pressione”. Un progetto che si prefigge di rendere più efficienti e più moderni tutti gli impianti irrigui consortili in pressione con interventi di adeguamento migliorativo e con l’introduzione di tecnologie innovative, compreso il telecontrollo, al fine di contenere il consumo della risorsa idrica e di ridurre il fabbisogno di energia, con benefici diretti per gli utenti consorziati che sicuramente saranno chiamati a pagare di meno per il servizio irriguo reso dal Consorzio. In pratica, è nostro intento assicurare nei vari comprensori attrezzati con impianti consortili (circa 4.000 ettari di terreni) un servizio irriguo all’altezza delle nuove e crescenti esigenze che provengono dalle aziende agricole e zootecniche e, al tempo stesso, un servizio che fa risparmiare acqua e che costa di meno. L’importo del progetto è pari a 6.349.342,02 euro. Stiamo lavorando inoltre ad un altro importante progetto che intendiamo candidare sempre con il PNRR alla prossima scadenza (novembre 2021). L’esigenza è quella di efficientare ulteriormente gli impianti esistenti, intervenendo sui sistemi di pompaggio, nonché quella di estendere le reti irrigue in alcuni comprensori agricoli che potranno essere serviti dagli impianti esistenti, in particolar modo in località Fonti di Sala Consilina, ma anche per operare infittimenti di rete nelle zone già servite e per affrontare criticità puntuali, come la rottura della condotta principale in un’area sottoposta a vincolo archeologico nel Comune di Sassano. Anche qui, l’importo si dovrebbe aggirare intorno ai 7 milioni di euro.

Altro progetto che ci ha visti fortemente impegnati in questi tre anni al Consorzio riguarda la “Sistemazione idraulica ambientale del Fiume Tanagro”. Un progetto con una lunga gestazione, rielaborato ed approvato dall’attuale amministrazione dell’Ente nel mese di aprile 2019 per l’importo di 10.665.000 euro. Un progetto che ci sta molto a cuore perché assolutamente indispensabile per la messa in sicurezza del Fiume Calore-Tanagro che, in quanto in totale abbandono da anni, rappresenta la vera angoscia per tanti cittadini che vivono ed operano nelle zone frequentemente soggette ad allagamenti per via delle esondazioni del fiume. Il progetto è importante perché contempla interventi strutturali, necessari per rimuovere le diffuse ed imponenti criticità di natura idraulica (isole vegetali nell’alveo, accumuli materiali alluvionali, crolli di piante che si frappongono alla corrente, dissesti spondali ed arginali diffusi) e per migliorare le condizioni di sicurezza e di funzionalità idraulica dell’asta fluviale. Abbiamo candidato a finanziamento il progetto sia presso la Regione che al Ministero delle Politiche Agricole. Con la speranza di ottenere un primo finanziamento, abbiamo anche diviso il progetto in due lotti. E così, nel mese di aprile 2021 abbiamo approvato il 1° lotto per l’importo di 5.984.000 euro, che abbiamo reso esecutivo e cantierabile con il rinnovo dei pareri e delle autorizzazioni e che ora è pronto per essere ammesso a finanziamento. Particolare interesse riveste anche l’accordo di collaborazione tra il Consorzio di Bonifica e l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ai fini della progettazione della “Ciclovia del Tanagro” e che abbiamo sottoscritto nella mattinata del 9 luglio 2021 presso la sede del Consorzio in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Il Consorzio, come da convenzione, ha già redatto lo studio di fattibilità ed ora è impegnato nella elaborazione del progetto definitivo. Anche qui una infrastruttura strategica, utile per esaltare peculiarità ambientali, meritevoli di conoscenza, valorizzazione e fruizione, opportuna per “aggiungere” al fiume opere di messa in sicurezza assolutamente indispensabili. L’opera dispone già di un primo finanziamento ad opera del Parco di circa 2,5 milioni di euro. Il Consorzio sta lavorando negli ultimi tempi anche per sviluppare ulteriori iniziative progettuali a carico del Fiume Calore-Tanagro con l’obiettivo di andare oltre la sperimentata forma di collaborazione con SMA Campania, necessitando il fiume di opere più di tipo strutturale. In relazione ai continui danni che si vanno registrando in concomitanza di eventi piovosi più intensi, pur non avendo il Consorzio competenza sui corsi d’acqua naturali, abbiamo ritenuto necessario operare una puntuale attività di monitoraggio lungo l’intera asta fluviale, da Casalbuono a Polla, per rilevare le situazioni più critiche da risolvere con “Interventi di manutenzione straordinaria e urgente”. Sono state redatte, così, ben 20 schede progettuali, già inviate alla Regione, con le quali sono state descritte le singole criticità, individuati gli interventi più opportuni e stimati i relativi costi. Il fabbisogno stimato ammonta a 3.720.000 euro.

Tutto questo lavoro, particolarmente impegnativo e complesso, viene portato avanti con grande abnegazione e professionalità dalla struttura tecnica del Consorzio cui va tutta la mia gratitudine, unitamente all’Amministrazione dell’Ente che mi sta accompagnando in questa entusiasmante avventura. Abbiamo inteso mettere su un programma pluriennale di opere che guarda al futuro, ma che si fa carico già delle esigenze di oggi. E’ con questo spirito che il Consorzio si propone a dare il proprio contributo in una logica di sistema nel processo di costruzione dell’auspicato Piano Strategico. In ogni caso, quello che serve fin da subito è un momento di confronto tra i diversi livelli istituzionali operanti sul territorio, Regione compresa, per delineare un percorso operativo ai fini della definizione delle strategie e dei progetti da mettere in campo. Non farlo significa rassegnarsi a rincorrere altri territori che sono già partiti e sono già “attrezzati” per intercettare i finanziamenti.

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