giancono cammarano 03La vita di un artista è già di per sé complicata, si sa. E forse lo è ancor di più quando si opera in un territorio come il Vallo di Diano. Questo, però, non frena la voglia di cercare nuovi modi per esprimere la proprie attitudini ed emozioni e comunicarle a più persone possibile.

E’ il caso di Giancono Cammarano, pittore 34 anni di Sassano. Una laurea in Lettere Moderne, la passione innata per l’arte e la pittura ed un progetto suggestivo che sta per concretizzarsi. Si tratta di una bottega d’arte contemporanea che, a breve, aprirà nel centro storico di Teggiano.

“Sarà una bottega-laboratorio – spiega Cammarano – dove esporrò ma, soprattutto, cercherò di dar vita a diverse iniziative ed attività che, sinteticamente, si possono racchiudere in 4 punti. Il primo riguarda le mie opere, mentre il secondo comprende l’arte riciclata. In pratica, con l’aiuto di ragazzi in difficoltà, raccoglierò materiale abbandonato, in particolare, lungo i fiumi, per poi realizzare oggetti utili o di arredo. La terza direttrice, denominata “on the road”, prevede delle stampe particolari e mirate su magliette, spille o foglietti. Intendo dedicarmi, infine, al Vallo di Diano, personalizzando gli scorci più suggestivi del territorio”.

Per quel che riguarda il percorso artistico, l’artista sassanese racconta di aver iniziato a dipingere nel 2004, in un momento difficile della sua vita. “Ho trovato nell’arte il modo più efficace per esprimermi e liberarmispiega – Ho realizzato più di 100 opere il cui filo conduttore è la deriva della società attuale, nella quale l’individuo sembra avere sempre meno libertà ed autonomia ed i mostri del nostro tempo dominano sempre più la scena. In questi anni ho avuto modo di esporre in diverse città italiane, da Bolzano a Roma, da Bologna a Napoli ma anche all’estero, per esempio in Spagna con la Galleria d’arte “Gaudì”. Sono stato, poi, anche in Cina dove ho avuto modo di cogliere degli spunti preziosi”.

E in merito al territorio ed agli amministratori dice: “Sarebbe bello se ci fosse maggiore attenzione verso gli artisti locali, destinando magari ad essi una struttura non utilizzata all’interno della quale ognuno possa ricavare uno spazio, confrontarsi e sviluppare in piena libertà la propria attività artistica”.

– Cono D’Elia – 

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