“Ci risiamo, torna il giallo, si torna a vivacchiare ma con i dovuti paletti. Quelli non mancano mai, specie quelli privi di un senso logico compiuto. Ma ovviamente è un po’ troppo chiedere di intravedere una logica al tempo della pandemia, in maniera particolare poi in Italia, dove politica ed interessi multidisciplinari hanno annullato qualsiasi forma di comprensione di problemi e criticità.  Ma torniamo al giallo, colore che se da un lato lascia ben sperare le attività commerciali, dall’altra annichiliscono alcune decisioni che sanno di beffa”  è il duro commento del prof. Gianni Lepre, opinionista economico del TG2 Rai e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise.

“Le cose che fanno più scalpore in questa nuova apertura – continua Lepre – sono due ed entrambe riferite al comparto ristorazione che, ricordiamo a tutti, è stato il più massacrato in questo quasi anno e mezzo di Covid. In primo luogo il coprifuoco alle 22, quasi come se il virus preferisse le ore notturne per diffondersi e non ci venissero a raccontare la storiella degli assembramenti o della movida selvaggia perché quella è monitorabile e sanzionabile a vista”.

“La seconda criticità – ha sottolineato il prof. Lepre che è anche Segretario Generale di OroItaly, sodalizio della categoria orafa – è riferita ai ristoranti con tavoli all’aperto, preferiti dalle disposizioni attuali, a quelli che lo spazio all’aperto non ce l’hanno. E’ inutile ricordare al nostro governo che in Italia il 90% della ristorazione non ha la possibilità di allestire all’esterno, ma per tutta una serie di motivi che il legislatore conosce bene. Per cui cosa si fa? Si fanno morire le piccole imprese familiari di ristorazione solo perché non hanno liquidità e permessi per poter servire i pasti all’esterno? Se questa cosa la vogliamo attribuire al Covid, miei cari amici, siamo fuori strada. Queste decisioni sono figlie dell’approssimazione e dei vari deliri di onnipotenza di alcuni, che questo Coronavirus ci ha regalato a iosa”.

– redazione –

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